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Novità in libreria 2017

  • Category: Novità in libreria
  • Giovedì 01 Gennaio 2015 00:00

Mussie Zerai, Giuseppe Carrisi

Padre Mosè Nel viaggio della disperazione il suo numero di telefono è l'ultima speranza

 
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Giunti, 2017
 
Quello di Don Mussie Zerai, Padre Mosé, non è un numero di telefono qualunque. E' l'appiglio estremo, l'ultima traccia di umanità alla quale aggrapparsi per i molti che affrontano il Viaggio. Dalle carrette del mare, dai container arroventati nel cuore del Sahara, dai lager libici, dalle carceri egiziane o dai campi profughi del Sudan, i migranti chiamano. E Don Zerai risponde. Sempre. Allerta la Marina militare perché soccorra i barconi, si mette in contatto con le famiglie per ritrovare le tracce perdute, conforta e raccoglie le invocazioni.
Migrante tra i migranti, ha compiuto il suo viaggio da Asmara a Roma nel 1992. E da quando, ragazzo diciassettenne, è arrivato solo nel nostro paese, non si è fermato più. Il suo legame con emarginati e immigrati è cominciato alla stazione Termini, dove in tanti cercavano soccorso e rifugio e dove Mussie ha trovato la sua strada, facendosi aiutare e aiutando gli altri.
In questi anni sofferti e turbolenti in cui l'Italia da porto di partenza si è fatta approdo, il suo nome è diventato sempre più noto. Soprannominato ''l'angelo dei profughi'', candidato al Nobel per la Pace nel 2015, definito ''pioniere'' dal Time, Mussie Zerai ormai non è più solo. Con la sua agenzia Habeshia ogni giorno si fa sentire: offre aiuto e denuncia, portando alla luce tragedie e drammi dimenticati, ma anche responsabilità, silenzi e omissioni. La sua voce, come la sua volontà, è sempre ferma: ''E' una sfida da accettare senza esitazioni, perché è in gioco il modo stesso dello 'stare insieme' che si è data la democrazia. Se non si accetta questa sfida, si rischia di imboccare una strada in ripida discesa, alla fine della quale c'è il buco nero della negazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Perché oggi tocca ai profughi e ai migranti. E domani?''
 

 

Giulia Caminito  - La grande A - Giunti, 2017     Due A: Adele, la madre, e Africa segnano il destino di Giadina. Vita di due donne nei luoghi che furono dell’Africa orientale italiana, non quelli dei soldati o del bel mondo, ma della dura esistenza alla conquista di autonomia e  indipendenza attraverso il lavoro e le sfide quotidiane, anche dopo il ritorno in patria, nella provincia da cui erano partite.

 

 

 

M.Cosentino D. Dodaro  L.Panella  -I fantasmi dell’impero- Sellerio, 2017   Thrilling storico ambientato nella colonia d’Etiopia, all’indomani dell’attentato al generale Graziani. Riusciranno il magistrato militare e la sua squadra a districare una oscura vicenda di violenze e soprusi commessi da ufficiali italiani? Corruzione, smania di potere, tradimenti e spionaggio, attraverso fiction e dispacci militari, telegrammi e informazioni riservate ( tutto rigorosamente documentato) tra Mussolini, i suoi ministri , le alte gerarchie fasciste e dell’Arma dei carabinieri presenti in Etiopia.

 

 

Odafe Atogun     -Un canto libero -  Frassinelli, 2017 -trad. di Paola D’Accardi

Possono la forza della musica, dell’amore e dell’amicizia tentare di sconfiggere un presidente dittatore e i suoi lacchè? Un musicista e cantante viene pestato, perché inviso al potere,  fino a vedere compromesse le  corde vocali e la sua arte. Un oscuro oblio forzato scende su lui e la sua città. Ma l’amore della sua amata, la forza della povera gente di Lagos e degli amici fedeli, il sacrificio degli amanti, rendono possibile il riscatto e la speranza.

 

Gael Faye     -Piccolo paese-  Bompiani, 2017- trad. di Mara Dompé

L’autore franco-burundese, scrittore e rapper,  rievoca, nella fredda solitudine e nostalgia di Parigi l’infanzia in Burundi, quando viene catapultato da un eden dorato, quello dei quartieri residenziali delle famiglie meticce benestanti di Bujumbura, agli sconvolgimenti delle lotte tra tutsi e hutu che hanno insanguinato il Burundi, dopo aver distrutto il Rwanda da cui proveniva sua madre. Frasi brevissime, una prosa scandita  ritmicamente,  che ripete liricamente il concetto, proprio come fa la musica rap.

 

 

Shukri al-Mabkhout   -L’Italiano- E/O, 2017 – trad. di Barbara Teresi

Un giovane attivista politico di sinistra, mancato avvocato e giornalista negli anni tra Bourghiba e Ben Ali, passa dall’entusiasmo alla disillusione in un periodo fondamentale per la società tunisina che vede crescere la modernità ma anche la corruzione, la disuguaglianza sociale e l’estremismo religioso degli integralisti. Al suo fianco Zina, bella quanto intelligente e provocatrice, troppo avanti come donna libera per la cultura patriarcale e religiosa tradizionale. Sconfitti, saranno, tuttavia i padri e le madri della generazione della rivoluzione dei gelsomini del 2010.

 

 

Hisham Matar    - Il ritorno - Einaudi 2017-  trad.di  Anna Nadotti

Un esule libico, figlio di un esponente di spicco nell’opposizione a Gheddafi, della cui sorte non si è saputo più nulla, torna dopo circa 30 anni nel suo paese. Un memoire razionale e lucido ma capace di seguire i tumulti del cuore e le emozioni che nascono dal rivedere luoghi e persone mai dimenticate. Una storia intessuta di timori e speranze, di orgoglio per un padre eroe ma ingombrante da sostenere per un giovane che cerca la sua strada e le sue convinzioni. Emergono tutte le vicende storiche, dalla colonizzazione agli anni gheddafiani, dalla drammatica fine del rais alle nuove illusioni di una primavera araba libica che stenta a decollare nella lotta attuale di tutti contro tutti. Senza dimenticare la bellezza che può salvare il mondo.

 

 

 

 

Patrice Nganang   - Mont Plaisant-    66thand2nd, 2017-  trad. Di Maurizia Balmelli

Una studentessa americana di origine camerunense torna nel suo paese per seguire una ricerca sulle origini del nazionalismo del Camerun. Incontra una donna molto vecchia e si sciorina davanti ai suoi occhi tutta la storia tra ‘800 e ‘900, in cui si intrecceranno la favolosa vicenda del sultano Nioya, della bella Bertha, del colonialismo e delle due guerre mondiali insieme a quelle personali della giovane. Tutto torna e per i lettori si aprono storie, a volte difficili da seguire, che spalancano una porta su un pezzo d’Africa.

 

 

Max Lobe     - La trinità bantu -        66thand2nd, 2017- trad. di Sàndor Marazza

Mwana è un giovane del Camerun emigrato in Svizzera. Dove, si sa, tutto è perfetto e fila liscia come olio. Ma...anche in Svizzera si perde il lavoro e si fatica a trovarne un altro. Da qui si originano degli eventi tragicomici che hanno come sfondo una campagna elettorale che vuole far trionfare una legge razzista e discriminatoria. Molto dell’autore, anche lui emigrante camerunense nella Svizzera francofona, transita in questo antieroe ironico che parla con leggerezza e brio di argomenti ‘pesantissimi’. 

 

 

 

José Eduardo Agualusa    -Teoria generale dell’oblio- Neri Pozza, 2017- trad. di Romana Petri

Ludovica Fernades Mano, detta Ludo, non ha mai amato spazi aperti e orizzonti ampi. Ma non avrebbe mai immaginato di doversi asserragliare, per anni,  all’ultimo piano di un lussuoso palazzo di Luanda per sopravvivere ai disordini bellici e post bellici dell’Angola durante le lotte per l’indipendenza. Lei portoghese vi era capitata, per caso, al seguito di sua sorella, maritata con un ingegnere angolano: alla loro inspiegabile scomparsa, sola e in preda al terrore,si ingegna con ogni mezzo per riuscire a mangiare, a bere, a vivere senza elettricità e fuoco, letteralmente murata con le sue stesse mani. Vivendo di sola letteratura e scrivendo. Ma la storia la raggiunge lo stesso, osservando, dalla terrazza,  i molteplici personaggi che capitano alla sua vista  e che alla fine la raggiungono, costringendola, in qualche modo, a fare i conti con la realtà. Un modo per raccontare, in modo straniante e surreale, i dolori dell’Angola.

 

 

 

Chimamanda Ngozi Adichie  -Quella cosa intorno al collo - Einaudi, 2017-trad. di Andrea Sirotti

In questi 12 racconti, con protagonisti spesso donne, la scrittrice delinea lucidamente e senza reticenze, gli aspetti più problematici della società nigeriana, attraversata da scontri religiosi e di potere, omicidi politici, corruzione, brutali repressioni e soprattutto un profondo maschilismo.

Chimamanda Nogozi Adichie  - Cara Jeawele. Quindici consigli per crescere una bambina femminista-  Einaudi 2017   - trad. di Andrea Sirotti     

Da un’ autrice nigeriana che vive a cavallo di due mondi, Nigeria e Stati Uniti, assennati consigli femministi dedicati non solo agli africani, ma anche agli occidentali per un autentico cambio di educazione di maschi e femmine che contribuisca a far superare patriarcato, pregiudizi e condizioni femminili di subordinazione.

 

 

A.Igoni Barrett     - Culo nero -   66thand2nd, 2017 –trad. di Massimiliano Bonatto

Un giorno, un giovane nigeriano, alla vigilia di un colloquio di lavoro, si sveglia con la pelle bianca, i capelli rossi e gli occhi verdi. Solo il suo…lato b resta nero, così come il suo linguaggio e lo stile di vita. E’ facile immaginare in quali avventure si cacci il protagonista, dispiaciuto e desideroso di nascondere agli amici e ai familiari quanto gli è inspiegabilmente accaduto. Su tutto domina la descrizione di Lagos, città in cui si muovono 20 milioni di abitanti. La sua vena surreale traccia un indimenticabile ritratto della società lagosiana, delle differenze ma anche delle possibili convergenze tra bianchi e neri. Resta un autore profondamente africano pur nell’incontro con una vasta letteratura occidentale.