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Kourouma, Ahmadou (scheda autore)

  • Category: Schede autori e interviste
  • Martedì 03 Novembre 2009 18:28

Ahmadou Kourouma, scrittore ivoriano di etnia malinkè, è nato nel 1927 presso Boudiali, nella parte Nord della Costa d’Avorio. Viene allevato da uno zio "infermiere, cacciatore, musulmano e féticheur". Studia in Mali, quindi si arruola nell'esercito francese, dal 1950 al 1954. "Tirailleur" senegalese in Indocina, dopo la smobilitazione riprende gli studi; a Lione, studia statistica assicurativa ed incontra la moglie, da cui avrà due figli. Nel 1960, con l'indipendenza del suo paese, decide di tornare in Costa d'Avorio, ma sarà messo all'indice da Félix Houphouët-Boigny, che lo considera un oppositore. Dopo qualche settimana di prigionia, iniziano gli anni dell'esilio, prima in Algeria, poi in Camerun e in Togo. E' morto a Lione nel 2003.

Kourouma occupa un posto di grande rilievo nella storia della letteratura africana in lingua francese in quanto è stato uno dei maggiori precursori dei mutamenti che, alla fine degli anni '60, si sono sviluppati nel panorama letterario dell'Africa francofona.
Il suo primo e forse ancora oggi più famoso romanzo, Les soleils des indépendances, pubblicato nel 1968, oltre ad introdurre il tema del fallimento delle indipendenze africane, divenuto in seguito un leitmotiv della letteratura africana, segnò una svolta soprattutto dal punto di vista stilistico e linguistico. Se infatti, fino ad allora, il romanzo africano in lingua francese si era attenuto fondamentalmente ad un modello narrativo classico, dimostrando limitata capacità di innovazione linguistica rispetto alle norme del francese metropolitano, Kourouma sperimenta qui una lingua che egli stesso definisce "un francese maleinkeizzato": espressioni proverbiali, traduzioni in francese di espressioni della lingua d'origine, metafore attinte all'universo culturale dell'autore, immagini spesso molto concrete, corporee, l'utilizzo deliberato di uno stile "basso", compongono una miscela che ancora oggi risulta straordinariamente originale e gustosa per il lettore, ma soprattutto capace di veicolare l'universo mentale, religioso, mitico e l'immaginario malinké.
La satira delle indipendenze trova così in Kourouma un'espressione tutt'altro che convenzionale, che veicola il senso di un universo ibrido e caotico, in cui vecchio e nuovo si mescolano in un universo barocco.
Dopo questo prima romanzo, Kourouma è tornato alla scrittura solo molti anni dopo, pubblicando nel 1990 Monné, outrages et défi, in cui l'autore ripercorre i tempi della conquista e della dominazione francese.

  Nel 1998 è uscito En attendant le vote des betes sauvages, vasto affresco che conduce il lettore dai tempi del dominio francese, attraverso le vicende dei tirailleurs africani reclutati dalla Francia durante la seconda guerra mondiale, fino alle indipendenze e all'epoca dei colpi di stato. Anche qui, la critica dei regimi post-coloniali si avvale di una forma originale, in quanto il romanzo riprende nella struttura e nel linguaggio la forma di un genere tradizionale, il damuka, cercando di riprodurre attraverso la parola scritta i ritmi e l'atmosfera dell'oralità, in cui la musica e il canto contribuivano alla celebrazione delle gesta di un eroe che, nella rivisitazione ironica che ne fa Kourouma, è un presidente tiranno appoggiato dall'esercito.
Nel suo ultimo romanzo, Allah n’est pas obligé (2000), cui è stato assegnato il premio Renaudot, lo scrittore ivoriano affronta invece il drammatico tema dei bambini-soldato.