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segnalazioni 2018

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  • Lunedì 20 Maggio 2019 21:51

                                                                                                    Anno 2018

Tommy Wieringa

La morte di Murat Idrissi

Iperborea, 2018

Due ragazze olandesi di origine marocchina sbarcano dal traghetto nel viaggio di ritorno da Tangeri in Spagna che le condurrà a casa e fanno una macabra scoperta:  il ragazzo, clandestinamente ospitato nel bagagliaio della loro macchina è morto soffocato. Le discussioni delle due ragazze, rimaste senza soldi e con più di 2400 km. da percorrere per arrivare a Rotterdam fanno capire al lettore il loro malessere. In lotta con il patriarcato dei genitori si sentono olandesi, perché lì sono nate, il paese di origine le sente straniere: ma l'emigrazione è mutata  e oggi la strada per l'Europa è disseminata di cadaveri che  per terra e per mare cercano di raggiungere l'eldorado.

 

 Patrice Nganang

La stagione delle prugne

66thand2nd, 2018

Il secondo libro della trilogia dedicata dallo scrittore camerunense alla storia del suo paese conosce una angolazione veramente straniante per noi europei: la seconda guerra mondiale vista dalla periferia del mondo ,  da Edea in cui si parla della guerra al caffè con gli amici. Soprattutto ne parla il circolo poetico di Pouka , provvisto anche di poeti analfabeti, che però si infiammano agli ideali di libertà nella lotta contro i nazisti. Molti  i giovani che si arruoleranno per morire nelle sabbie del Sahara contro italiani e tedeschi, entusiasti di andare a dare il loro contributo per una libertà che loro non conosceranno mai.

 

Hela Ouardi

 Gli ultimi giorni di Maometto

editore Enrico Damiani, 2018

L'autrice del testo è una accademica tunisina che con il suo libro ha suscitato polemiche e dibattiti nel mondo islamico.Il perché è da rintracciare nell'aver guardato al profeta in una dimensione storica.Maometto, un uomo, alla fine della sua vita, deluso e minacciato da avversari esterni ed interni alla nuova religione,probabilmente prostrato dalla morte di un suo figlio di pochi mesi, insidiato da intrighi non più in grado di affrontare. La questione della successione, indagata presso fonti antiche sunnite e sciite, e anche non islamiche,  senza paraocchi ideologici costituisce sempre un pericolo per una religione che non è riuscita a entrare nella secolarizzazione e nel laicismo .

 

 

 

Kaouther Adimi

La libreria della rue Charras

L'orma, 2018

Un bel testo dedicato da questa autrice al valore dei libri e della memoria nel processo di identità di un popolo.Un ragazzo, Ryad, viene incaricato di svuotare una vecchia libreria della capitale per  far posto ad un negozio di ciambelle. Ryad non ne conosce la storia, ma attraverso un vecchio collaboratore della libreria apprende le esperienze di  Edmond Charlot che negli anni '30 da vita ad una casa editrice che intendeva pubblicare testi francesi e algerini s, avendo come amici Gide e Saint- Exupery. Tra i primi ad essere pubblicato un giovanissimo Albert Camus. Il  locale non è più solo un contenitore di libri polverosi e  vecchie e ingiallite foto; attraverso il diario di E.Charlot e le testimonianze della gente del quartiere,  rivive tutta una epopea letteraria e con essa anche la storia dell'Algeria dalla colonizzazione all'indipendenza.

 

Ala al-Aswani      Sono corso verso il Nilo          Feltrinelli, 2018

A sette anni dagli eventi il più noto scrittore egiziano torna ai giorni brucianti del 2011 e a piazza Tahrir con una serie di personaggi indimenticabili che rappresentano le reazioni di porzioni dI società egiziana di fronte a questi avvenimenti. A differenza dei giovani scrittori  ha voluto indagare non solo la passione dei giovani ma anche i comportamenti e le scelte dei poteri forti, disposti a buttare a mare Mubarak pur di non rinunciare ai propri interessi di casta.  Mette in campo perciò generali e alti papaveri della sicurezza nazionale, finanzieri e imprenditori ,illustri predicatori islamici passati sul carro dei vincitori e untuosi leccapiedi dei media nazionali tutti tesi a falsificare gli eventi e orientare l'opinione pubblica egiziana.

 

Yewande Omotoso    La signora della porta accanto      66thand2nd, 2018

Due ex-donne in carriera ora anziane e sole, l'una nera e biliosa verso il mondo intero, l'altra bianca di origine ebraica, inconsapevolmente razzista, avendo rimosso le sue origini, vivono, vicine di casa, in un quartiere residenziale di Città del Capo. Costrette a relazionarsi più intimamente e a vivere insieme per problemi riguardanti la casa di una delle due, compiono un viaggio dentro se stesse per rimuovere ostacoli e trovare un briciolo di solidarietà , ripercorrendo gli errori del passato delle proprie vite. Il tutto sullo sfondo di un comitato di quartiere che deve decidere della restituzione di alcuni terreni ai nativi: metafora del problema della riconciliazione in tutto il Sudafrica.

 

Yasmine El Rashidi      Cronaca di un'ultima estate. Un romanzo dell'Egitto  Bollati Boringhieri, 2018

Il testo muove da un senso di colpa tra il disimpegno politico e la consapevolezza della carica di denuncia della scrittura e narra gli eventi da una angolazione molto personale. La storia, essenzialmente incatenata a tre estati, dell'84, del '98 e del 2014, tenta di legare gli eventi privati della sua famiglia e alcuni momemti chiave della storia egiziana degli ultimi 30 anni.La parte riguardante la descrizione  dei membri della sua famiglia risulta di gran lunga più empatica per il lettore, perché ci  fa vedere la storia con gli occhi curiosi di una bambina.L'impegno nell'arte e nella letteratura è per l'autrice un baluardo contro il vuoto umano e culturale  che sta avanzando nel Cairo post-rivoluzione.

 

 

 Alice Zeniter L'arte di perdere Einaudi, 2018

 

Una giovane scrittrice francese di origine algerina intraprende un romanzo storico, sotto le forme di una saga familiare, che segue dagli anni'30 ad oggi, le vicende del capostipite Ali, di suo figlio Hamid e di Naima, figlia di quest'ultimo. Si seguono le peripezie degli harki, cioé di quegli algerini , provvisti di una cittadinanza francese sia pure di serie b, che per tanti motivi non si trovarono d'accordo con i modi di agire dell'FLN durante la guerra con la Francia e non accettarono il nuovo governo indipendente. Viene rievocata una pagina oscura di storia della Francia, il trattamento disumano loro riservato e il razzismo mai sopito verso gli stranieri, oggi incrementato dal terrorismo

 

 Yasmina Khadra Khalil Sellerio, 2018

Un giovane belga di origine marocchina diventa kamikaze per uscire dalle secche di una esclusione sociale e culturale, in cui versano molti ragazzi del quartiere periferico di Molenbeek a Bruxelles, da cui si sono originati molti terroristi. Ma il meccanismo di esplosione non funziona e dal fallimento parte la narrazione vera e propria, attraverso una crisi di coscienza del protagonista e la concomitanza di eventi che lo turberanno. Sotto forma di romanzo, l'analisi delle vite perdute di questi giovani e i meccanismi di reclutamento di emiri, che insinuandosi nei quartieri problematici, soggiogano i soggetti più fragili con una propaganda esaltante il ruolo di eroi di Dio .

 

 Samir Toumi Lo specchio vuoto Mesogea, 2018

Parafrasando " l'enfer c'est les autres" di sartriana memoria qui l'autore sembra affermare che 'l'enfer c'est les pères ', i padri. Si tratta infatti di un dramma psicologico con tanto di sedute psicoanalitiche di un quarantenne, che svegliandosi non trova più il suo riflesso allo specchio. Schiacciato da una immagine schiacciante del padre, combattente eroe pluridecorato della guerra d'Algeria e da quella del brillante fratello anticonformista, sceglie una vita monotona e priva di slanci. La morte del genitore fa scatenare la crisi, che è quella di tutta una generazione algerina attuale.

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segnalazioni -2017

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  • Venerdì 14 Dicembre 2018 21:06

 

Oscar Robert Hamilton

La città vince sempre - Guanda, 2017

Un giovane autore anglo-egiziano si trova a seguire gli eventi dell'Egitto tra il 2011 e il 2014, in prima persona e scarica sul protagonista le sue esperienze. Il romanzo assume forme corali e contiene la descrizione appassionata della  generazione dei giovani, comprese le donne, che si è buttata a capofitto nella lotta, per cambiare tutto e subito. Una piccola redazione militante cerca con tutti i  mezzi  tecnologici dei nuovi media di informare il resto del paese e il mondo su quanto sta accadendo veramente, con tanta musica e creatività. La sconfitta determina depressione, ma c'è chi non rinuncia alla lotta . Un commosso omaggio a quanti, hanno osato alzare la testa e sono caduti.

 

 

 

 

Yasmina Khadra

Il pazzo col bisturi- edizioni Capricorno, 2017

Uscito in forma anonima nel '90 e, riedito in Francia nel '99 con lo pseudonimo che poi manterrà, dopo il successo della trilogia del commissario Llob, questo breve testo ci presenta la nascita di questo scomodo investigatore. Il poliziotto avverte una certa affinità di esperienze con lo psicopatico di cui si deve occupare nell'inchiesta, soprattutto il livore nei confronti di una classe dirigente che conosce solo ingordigia e mostra disprezzo per i diritti fondamentali della popolazione. Alla vigilia della guerra civile che insanguinerà l'Algeria per circa 10 anni, lo scrittore sente di essere seduto su una polveriera, pronta ad esplodere e ad insanguinare il paese.

 

 

 

 

Tasneem Jamal

 

Dove l'aria è più dolce -Berti, Parma 2017

La scrittrice indo-ugandese narrando la storia di Jamal e della sua famiglia illumina un periodo storico poco conosciuto dal pubblico italiano, quello della cacciata, negli anni '70, dei cittadini ugandesi di origine indiana, migrati già dai tempi della colonizzazione e dei più recenti immigrati dal subcontinente indiano. La presa del potere da parte del dittatore folle Idi Amin significa la perdita di una vita, di beni, di una identità duramente conquistati da questa comunità. Ma è anche la storia di questi dittatori che prendono spunto dalla voglia di riscatto e rivalsa nei confronti degli antichi padroni, con mezzi sanguinari e dispotici, a discapito dei cittadini.

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segnalazioni 2017-archivio

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  • Martedì 13 Marzo 2018 20:42

 

 

 

 

Giulia Caminito  - La grande A - Giunti, 2017

Due A: Adele, la madre, e Africa segnano il destino di Giadina. Vita di due donne nei luoghi che furono dell’Africa orientale italiana, non quelli dei soldati o del bel mondo, ma della dura esistenza alla conquista di autonomia e  indipendenza attraverso il lavoro e le sfide quotidiane, anche dopo il ritorno in patria, nella provincia da cui erano partite.

 

 

 

 

M.Cosentino D. Dodaro  L.Panella  -I fantasmi dell’impero- Sellerio, 2017

Thrilling storico ambientato nella colonia d’Etiopia, all’indomani dell’attentato al generale Graziani. Riusciranno il magistrato militare e la sua squadra a districare una oscura vicenda di violenze e soprusi commessi da ufficiali italiani? Corruzione, smania di potere, tradimenti e spionaggio, attraverso fiction e dispacci militari, telegrammi e informazioni riservate ( tutto rigorosamente documentato) tra Mussolini, i suoi ministri , le alte gerarchie fasciste e dell’Arma dei carabinieri presenti in Etiopia.

 

 

Odafe Atogun     -Un canto libero -  Frassinelli, 2017 - trad. di Paola D’Accardi

Possono la forza della musica, dell’amore e dell’amicizia tentare di sconfiggere un presidente dittatore e i suoi lacchè? Un musicista e cantante viene pestato, perché inviso al potere,  fino a vedere compromesse le  corde vocali e la sua arte. Un oscuro oblio forzato scende su lui e la sua città. Ma l’amore della sua amata, la forza della povera gente di Lagos e degli amici fedeli, il sacrificio degli amanti, rendono possibile il riscatto e la speranza.

 

 

Gael Faye     -Piccolo paese-  Bompiani, 2017-  trad. di Mara Dompé

L’autore franco-burundese, scrittore e rapper,  rievoca, nella fredda solitudine e nostalgia di Parigi l’infanzia in Burundi, quando viene catapultato da un eden dorato, quello dei quartieri residenziali delle famiglie meticce benestanti di Bujumbura, agli sconvolgimenti delle lotte tra tutsi e hutu che hanno insanguinato il Burundi, dopo aver distrutto il Rwanda da cui proveniva sua madre. Frasi brevissime, una prosa scandita  ritmicamente,  che ripete liricamente il concetto, proprio come fa la musica rap.

 

 

Shukri al-Mabkhout   -L’Italiano- E/O, 2017 – trad. di Barbara Teresi

Un giovane attivista politico di sinistra, mancato avvocato e giornalista negli anni tra Bourghiba e Ben Ali, passa dall’entusiasmo alla disillusione in un periodo fondamentale per la società tunisina che vede crescere la modernità ma anche la corruzione, la disuguaglianza sociale e l’estremismo religioso degli integralisti. Al suo fianco Zina, bella quanto intelligente e provocatrice, troppo avanti come donna libera per la cultura patriarcale e religiosa tradizionale. Sconfitti, saranno, tuttavia i padri e le madri della generazione della rivoluzione dei gelsomini del 2010.

 

 

 

 

Hisham Matar    - Il ritorno - Einaudi 2017-  trad.di  Anna Nadotti

Un esule libico, figlio di un esponente di spicco nell’opposizione a Gheddafi, della cui sorte non si è saputo più nulla, torna dopo circa 30 anni nel suo paese. Un memoire razionale e lucido ma capace di seguire i tumulti del cuore e le emozioni che nascono dal rivedere luoghi e persone mai dimenticate. Una storia intessuta di timori e speranze, di orgoglio per un padre eroe ma ingombrante da sostenere per un giovane che cerca la sua strada e le sue convinzioni. Emergono tutte le vicende storiche, dalla colonizzazione agli anni gheddafiani, dalla drammatica fine del rais alle nuove illusioni di una primavera araba libica che stenta a decollare nella lotta attuale di tutti contro tutti. Senza dimenticare la bellezza che può salvare il mondo.

 

 

 

Patrice Nganang   - Mont Plaisant-    66thand2nd, 2017-  trad. Di Maurizia Balmelli

Una studentessa americana di origine camerunense torna nel suo paese per seguire una ricerca sulle origini del nazionalismo del Camerun. Incontra una donna molto vecchia e si sciorina davanti ai suoi occhi tutta la storia tra ‘800 e ‘900, in cui si intrecceranno la favolosa vicenda del sultano Nioya, della bella Bertha, del colonialismo e delle due guerre mondiali insieme a quelle personali della giovane. Tutto torna e per i lettori si aprono storie, a volte difficili da seguire, che spalancano una porta su un pezzo d’Africa.

 

 

Max Lobe     - La trinità bantu -        66thand2nd, 2017- trad. di Sàndor Marazza

Mwana è un giovane del Camerun emigrato in Svizzera. Dove, si sa, tutto è perfetto e fila liscia come olio. Ma...anche in Svizzera si perde il lavoro e si fatica a trovarne un altro. Da qui si originano degli eventi tragicomici che hanno come sfondo una campagna elettorale che vuole far trionfare una legge razzista e discriminatoria. Molto dell’autore, anche lui emigrante camerunense nella Svizzera francofona, transita in questo antieroe ironico che parla con leggerezza e brio di argomenti ‘pesantissimi’.

 

José Eduardo Agualusa    -Teoria generale dell’oblio- Neri Pozza, 2017- trad. di Romana Petri

Ludovica Fernades Mano, detta Ludo,  non ha mai amato spazi aperti e orizzonti ampi. Ma non avrebbe mai immaginato di doversi asserragliare, per anni,  all’ultimo piano di un lussuoso palazzo di Luanda per sopravvivere ai disordini bellici e post bellici dell’Angola durante le lotte per l’indipendenza. Lei portoghese vi era capitata, per caso, al seguito di sua sorella, maritata con un ingegnere angolano: alla loro inspiegabile scomparsa, sola e in preda al terrore,si ingegna con ogni mezzo per riuscire a mangiare, a bere, a vivere senza elettricità e fuoco, letteralmente murata con le sue stesse mani. Vivendo di sola letteratura e scrivendo. Ma la storia la raggiunge lo stesso, osservando, dalla terrazza,  i molteplici personaggi che capitano alla sua vista  e che alla fine la raggiungono, costringendola, in qualche modo, a fare i conti con la realtà. Un modo per raccontare, in modo straniante e surreale, i dolori dell’Angola.

 

 

 

Chimamanda Ngozi Adichie  -Quella cosa intorno al collo - Einaudi, 2017- trad. di Andrea Sirotti

In questi 12 racconti, con protagonisti spesso donne, la scrittrice delinea lucidamente e senza reticenze, gli aspetti più problematici della società nigeriana, attraversata da scontri religiosi e di potere, omicidi politici, corruzione, brutali repressioni e soprattutto un profondo maschilismo.

Chimamanda Nogozi Adichie  - Cara Jeawele. Quindici consigli per crescere una bambina femminista-  Einaudi 2017   - trad. di Andrea Sirotti     

Da un’ autrice nigeriana che vive a cavallo di due mondi, Nigeria e Stati Uniti, assennati consigli femministi dedicati non solo agli africani, ma anche agli occidentali per un autentico cambio di educazione di maschi e femmine che contribuisca a far superare patriarcato, pregiudizi e condizioni femminili di subordinazione.

 

A.Igoni Barrett     - Culo nero -   66thand2nd, 2017 - trad. di Massimiliano Bonatto

Un giorno, un giovane nigeriano, alla vigilia di un colloquio di lavoro, si sveglia con la pelle bianca, i capelli rossi e gli occhi verdi. Solo il suo…lato b resta nero, così come il suo linguaggio e lo stile di vita. E’ facile immaginare in quali avventure si cacci il protagonista, dispiaciuto e desideroso di nascondere agli amici e ai familiari quanto gli è inspiegabilmente accaduto. Su tutto domina la descrizione di Lagos, città in cui si muovono 20 milioni di abitanti. La sua vena surreale traccia un indimenticabile ritratto della società lagosiana, delle differenze ma anche delle possibili convergenze tra bianchi e neri. Resta un autore profondamente africano pur nell’incontro con una vasta letteratura occidentale.

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Segnalazioni 2016 - Archivio

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  • Venerdì 01 Gennaio 2016 00:00
 
 
Congo
Alain Mabanckou, Peperoncino
editore 66TH A2ND, 2016
traduzione di Filippo D’Angelo
 
 
 
Mosè e Bonaventure sono cresciuti insieme nell’orfanotrofio di Loango. Sono amici per la pelle, anche quando Bonaventure fa domande inopportune e a Mosè viene una gran voglia di picchiarlo. A Loango, tra il catechismo con Papà Moupelo e le affettuose cure di Sabine Niangui, non si sta poi così male, ma siamo in un’epoca di grande fermento, la Repubblica popolare del Congo si sta trasformando in un avamposto africano dell’Unione Sovietica, e all’improvviso arriva la Rivoluzione. Niente più catechismo, niente più danze dei pigmei dello Zaire. La vita nell’orfanotrofio adesso viene scandita dai surreali proclami del direttore. Mosè nel frattempo si è conquistato un soprannome, Peperoncino, e decide di fuggire a Pointe-Noire, anche se questo significa abbandonare il suo amico. Lì si imbatte in Mamma Fiat 500 e le sue «ragazze», l’incontro che cambierà il suo destino. Grazie alle avventure di Peperoncino, novello Tom Sawyer in un paese in rapido cambiamento, Alain Mabanckou veste i panni di cantore dell’Africa contemporanea e ne traccia il futuro svelando ai bianchi un passato fatto di comunismo, guerre etniche ed eredità coloniale, senza mai perdere la leggerezza che lo caratterizza. L’opera è stata finalista al Prix Goncourt e al Prix Goncourt des lycéens.
 
 
 
 
Nigeria
Chigozie Obioma,  I pescatori
Bompiani, 2016
 
 
Nigeria, 1996. Quattro fratelli maschi, in scala, dai quindici ai nove anni. Un padre severo trasferito in una città lontana dalla banca per cui lavora. Una madre presa dai due bambini più piccoli e dal suo banco al mercato. Per Ikenna, Boja, Obe e Ben tutto questo vuol dire libertà. La libertà di andare al fiume, pericoloso e proibito, a farsi pescatori di pesci e di occasioni; la libertà di sfidarsi, litigare, misurare i propri limiti. È proprio al fiume che incontrano il pazzo Abulu, un mendicante noto per i suoi vaneggiamenti ridicoli quanto terribili. Ed è su Ikenna, il maggiore, che si abbatte la profezia di Abulu, annunciando un destino spaventoso per tutta la famiglia. I fratelli impareranno presto che quando il male invade la vita è come un fiume grande che ti porta via. Opporsi è inutile; si può solo cercare di raccontare la propria storia con onestà, come fa Ben dando voce anche a chi non c’è più. Il fato, l’infanzia che se ne va, la famiglia: sono i temi dell’esordio di Chigozie Obioma, un romanzo di formazione sospeso tra il mito e l’epica, ma anche concreto e sporco come un gioco nel fango, una storia su ciò che si perde e ciò che del passato resta per sempre con noi.
 
L'autore: Chigozie Obioma, nato in Nigeria, vive negli Stati Uniti, dove insegna letteratura e scrittura creativa all’Università del Nebraska-Lincoln. I pescatori, il suo romanzo d’esordio, è stato finalista al Man Booker Prize 2015 ed è già stato pubblicato in Inghilterra, Canada, Germania, Australia.
 
 
 

 
Algeria
Boualem Sansal, 2084 La fine del mondo
Neri Pozza, 2016
 
 
Nell’Abistan – un impero cosí vasto da coprire buona parte del mondo – 2084 è una data presente ovunque, stampata nel cervello di ognuno, pronunciata in ogni discorso, impressa sui cartelli commemorativi affissi accanto alle vestigia dello Shar, la Grande Guerra santa contro i makuf, i propagandisti della «Grande Miscredenza».
Nessuno sa a che cosa corrisponda davvero quella data. Qualcuno dice che ha a che fare con l’inizio del conflitto, altri con un suo particolare episodio. Altri ancora che riguardi l’anno di nascita di Abi, il Delegato di Yölah, oppure il giorno in cui Abi fu illuminato dalla luce divina, al compimento del suo cinquantesimo anno di età. In ogni caso, è da allora che l’immenso paese, che era detto semplicemente il «paese dei credenti», fu chiamato Abistan, il mondo in cui ci si sottomette gioiosamente alla volontà di Yölah e del suo rappresentante in terra, il profeta Abi.
La Grande Guerra santa è stata lunga e terribile. Le sue tracce sono religiosamente conservate: edifici sventrati, muri crivellati, interi quartieri sepolti sotto le macerie, enormi crateri trasformati in immondezzai fumanti.
Tuttavia, l’armonia piú totale regna ora nelle terre dell’Abistan. Nessuno dubita delle autorità – gli Onorevoli e gli Adepti della Giusta Fraternità e i membri dell’Apparato – cosí come nessuno dubita che Yölah abbia offerto ad Abi di imprimere un nuovo inizio alla storia dell’umanità. L’abilang, una nuova lingua, ha soppiantato tutte le lingue precedenti, considerate stolti idiomi di non-credenti. Le date, il calendario, l’intera storia passata dell’umanità non hanno ormai piú alcuna importanza e senso nella Nuova Era, e tutto è nella mano di Yölah. Yölah sa le cose, decide del loro significato e istruisce chi vuole. Agli uomini non resta che «morire per vivere felici», come recita il motto dell’esercito abistano.
Perché, però, dubbi e sospetti si insinuano nella mente del trentacinquenne Ati al ritorno a Qodsabad, la capitale dell’impero, dopo anni trascorsi in un sanatorio arroccato su una montagna? Perché nel suo cuore si fa strada la tentazione di attraversare la Frontiera, al di là della quale, si dice, vivano i Rinnegati, i makuf, i propagandisti della Grande Miscredenza capaci di tutto?
Ispirato alla celebre opera di George Orwell 1984, 2084. La fine del mondo, narra di un mondo futuro dove tutti gli incubi del presente sembrano realizzati nella forma di una feroce teocrazia totalitaria.
 
L'autore: nato nel 1949 in Algeria, Boualem Sansal vive a Boumerdès, nei pressi di Algeri. Alto funzionario del ministero dell’Industria algerino fino al 2003 (incarico da cui fu allontanato per i suoi scritti e le sue prese di posizione politica), ha vinto il Prix du premier Roman e il Prix Tropiques 1999 con il suo primo romanzo Le serment des barbares, il Grand Prix RTL-Lire 2008 con Le Village de l’Allemand, e il Grand Prix du roman 2015 de l’Académie française con 2084. Nel 2014 è stato nominato per il Premio Nobel per la letteratura.
 

 
Algeria
Yasmina Khadra, L'attentato
Sellerio, 2016
 
 
Un dramma dolorosamente attuale che si consuma da molti decenni, una storia tragica dei nostri giorni nella quale Yasmina Khadra con lucidità e commozione riesce a dipingere la realtà del terrorismo, a porre quesiti, a illuminare contrasti e contraddizioni.
L’attentato non è un romanzo sul terrorismo, per quanto ne sia pervaso dall’inizio alla fine: non è sulle circostanze ideologiche o storiche di esso; sulla giustizia o il torto di una causa, benché alcune pagine incancellabili pongano il lettore nel mezzo della tragedia palestinese. È un romanzo, lucido e lacerante, sulla paranoia che il terrorismo genera quando diventa orrore quotidiano; quando non è esterno ed estraneo, ma si pone come alternativa esistenziale con cui ciascuno deve, nessuno escluso, fare i conti.
Amin Jaafari è un chirurgo di Tel Aviv, figlio di beduini naturalizzato israeliano, ottimamente integrato nel successo di una carriera costruita per mezzo del «sedurre e rassicurare», in cui «ogni successo era un’offesa al loro rango». Un attentato di kamikaze vicino al suo ospedale conduce alle sue cure feriti su feriti e arrivano, insieme ad essi, gli agenti dei servizi segreti che arrestano Amin e cominciano a interrogarlo per giorni. Sihem, la bella, intelligente, ammirata moglie di Amin è tra le vittime ma porta sui resti i segni di essere lei l’attentatrice. Pressioni degli investigatori e intimidazioni della gente non convincono il medico. Liberato, giorni dopo, scopre a casa la prova dell’incredibile: è lei l’attentatrice. Così inizia un’indagine personale: «voglio sapere chi ha indottrinato mia moglie, l’ha bardata di esplosivo» ma soprattutto perché «non sono stato capace di farle preferire la vita». Nessuno lo sarebbe stato, perché a tutto si sopravvive ma «non si sopravvive al disprezzo, quando solo questo si è visto per tutta la vita» e «come morire degnamente» diventa la sola «idea fissa».
La ricerca porterà alla verità dei fatti. Sarà per Amin un percorso iniziatico, che si tinge inevitabilmente di ricordi personali. La rivelazione della realtà, di fronte a cui era cieco, degli artefici dell’odio e dei luoghi dove nasce. Ma soprattutto l’immersione nella mente di chi sceglie, contro tutta la felicità e la vita, ciò che crede sia il martirio.
 
L'autore: Yasmina Khadra, pseudonimo di Mohamed Moulessehoul, è uno scrittore stimato e apprezzato nel mondo intero. Nato in Algeria nel 1956, reclutato alla scuola dei cadetti a nove anni, è stato ufficiale dell’esercito algerino. Dopo aver suscitato la disapprovazione dei superiori con i suoi primi libri, ha continuato usando come pseudonimo il nome della moglie. Nel 1999 ha lasciato l’esercito svelando così la sua vera identità e ha scelto di vivere in Francia. In Italia sono pubblicati molti dei suoi romanzi, tra cui i due noir Morituri (1998) e Doppio bianco (1999), e Quel che il giorno deve alla notte (2009), miglior libro del 2008 per la rivista letteraria «Lire» (adattato a film nel 2012). Con Sellerio: Gli angeli muoiono delle nostre ferite (2014), Cosa aspettano le scimmie a diventare uomini (2015), L'ultima notte del Rais (2015) e L'attentato (2016), dal quale è stato tratto il film di Ziad Doueiri.

 
Marocco
Mahi Binebine, Il grande salto
Rizzoli, 2016
 
Fuggire la povertà, il silenzio e la violenza dei padri, l’assenza totale di una speranza: è questo ciò che cercano di fare Yashin, Hamid, Nabil, Fouad, Khalil e Azzi, sei ragazzini nati e cresciuti a Sidi Moumen, baraccopoli di Casablanca dimenticata da ogni Dio. Un giorno Hamid, il fratello maggiore di Yashin, cade vittima di Abou Zoubeïr, carismatico leader fondamentalista che “conosceva le parole giuste, parole ghiotte che si fissavano nella memoria e, dispiegandosi in essa, fagocitavano i detriti che la intasavano”; è così che la religione giunge a offrire ai sei amici una disciplina, un percorso finalmente tracciato, un’insperata occasione di riscatto sociale, nonostante chiami al martirio. Ispirato a fatti realmente accaduti – il 16 maggio 2003 la notte di Casablanca fu lacerata da quattordici attentati suicidi di matrice islamista –, Il grande salto è raccontato in prima persona da uno Yashin la cui voce aleggia sopra di noi: una voce arresa che ci parla dall’oltretomba – o dal suo paradiso – e spiega cosa significhi dibattersi ogni giorno per succhiare alla vita un sorso di dignità. Binebine attraversa con semplicità, sgomento e compassione l’incomprensibilità di una scelta estrema, consegnandoci una storia dura e necessaria di indottrinamento ed emarginazione; una storia tragica e luminosa, intrisa di polvere e drammi muti che squarcia un cono d’ombra sulle nostre cronache internazionali.
 
L'autore: nato nel 1959 a Marrakech, è tornato definitivamente nella sua città nel 2002 dopo aver vissuto a Parigi (dove ha insegnato matematica per otto anni), New York e Madrid. Dalla fine degli anni Ottanta si dedica alla scrittura, alla pittura e alla scultura. I suoi romanzi sono tradotti in varie lingue.
 
 
 
 
 
 

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Segnalazioni 2015 - Archivio

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  • Giovedì 01 Gennaio 2015 00:00

Angola

Ondjaki

Nonnadiciannovenne e il segreto del sovietico

Edizioni Il Sirente, 2015

Luanda, Praia Do Bispo. In un tempo imprecisato tra l'Angola postcoloniale e l'età dell'oro della fanciullezza, due bambini hanno una missione: far esplodere il Mausoleo del Compagno Presidente Agostino Nheto, la cui costruzione minaccia la distruzione delle case del quartiere e il trasferimento dei suoi abitanti.


NIGERIA

Okey Ndibe

Il prezzo di Dio

Edizioni Clichy, 2015

Ike, immigrato nigeriano che vive a New York, è convinto di aver toccato il fondo. Malgrado una carriera scolastica impeccabile, coronata dalla laurea in economia in un prestigioso college statunitense, vede sempre frustrate le sue ambizioni lavorative per via del marcato accento. Costretto a sbarcare il lunario facendo il tassista, finisce per sposarsi in fretta e furia con la speranza di assicurarsi la sospirata green card, senza considerare gli strascichi che avrà su di lui il divorzio, altrettanto repentino, dalla disinibita Queen Bee. E tutto questo mentre la madre, rimasta vedova in Nigeria, continua a chiedere a gran voce il suo aiuto. Intrappolato in una parabola discendente, devastato dagli effetti dell'alcol e del gioco d'azzardo, un giorno Ike riceve da un amico un articolo di giornale in cui scopre l'esistenza di una particolare galleria d'arte in città, la Foreign Gods Inc., specializzata nel commercio di divinità esotiche. L'emarginazione, la solitudine e i tanti errori commessi in passato lo spingono a ricorrere a misure drastiche per dare finalmente una svolta alla sua vita. Decide così di trafugare e rivendere la statua dell'antico dio guerriero del suo villaggio natio. Il ritorno in Nigeria, però, non sarà rapido e indolore come credeva e Ike si ritroverà faccia a faccia con se stesso e la sua storia.

IGIABA  SCEGO

ADUA

GIUNTI EDITORE.  2015

"Ti ho dato,il nome della prima vittoria africana contro l'imperialismo. Io, tuo padre, stavo dalla parte giusta. E non devi mai credere il contrario. Dentro il tuo nome, c'é una battaglia, la mia........".

Romanzo a due voci, quella di un padre e di una figlia.  Adua indaga il loro rapporto impossibile e ci racconta il sogno di libertà che ha consumato in modi e  tempi diversi le vite di entrambi


NIGERIA

WOLE SOYINKA

AFRICA

BOMPIANI EDITORE, 2015

"La storia ha sbagliato. Le dichiarazioni secondo cui l'Africa è stata esplorata  sono avventate come le notizie della sua morte imminente. Una indagine davvero  illuminante sull'Africa,  deve ancora avere luogo e ,non finge di accadere neanche nelle pagine di questo libro, che si limita a raccogliere qualche seme fecondo abbandonato sull'aia dell'esistenza africana nel suo complesso. Spero che da questi semi nasca una nuova stirpe di esploratori per la corsa alla necessara Eta'della Comprensione Universale,  ispirata all'Africa."


NIGERIA

NOO SARO - WIWA

IN CERCA DI TRANSWONDERLAND - IL MIO VIAGGIO IN NIGERIA

EDIZIONE 66TH and 2nd  2015

Da bambina le vacanze in Nigeria erano l'incubo di Noo. Estati fatte di caldo e zanzare, senza elettricità, nè acqua corrente. Per lei e i suoi fratelli, abituati alla frescura del Surrey, il villaggio d'origine era una sorta di "gulag tropicale". Poi nel 1995 suo padre, lo scrittore Ken Saro - Wiwa viene assassinato e tutto finisce. Niente più vacanze ed estati torride, un esilio volontario che dura molti anni, finchè Noo decide di tornare per scrivere un guida sui generisi.. Prima tappa Lagos: traffico, bancarelle, okada che schizzano a velocità assassina, minibus stracolmi. E ancora l'asettica Abuja e l'arido Nord musulmano, e i  bronzi dell'antico Impero del Benin, le statuette di Nok , i monoliti di Ikom e il parco dei divertimenti di Transwonderland con le sue giostre fatiscenti, specchio della decadenza  di un paese minato dalla corruzione e dai conflitti interni. Nel corso del viaggio l'autrice si infuria, si rammarica,   con sguardo occidentale critica e disapprova, ma la Nigeria è pur sempre la sua terra e i nigeriani il suo popolo.  E' il momento di riconciliarsi con loro e con il ricordo del padre.


ALGERIA

KAMEL DAOUD

IL CASO MEURSAULT

EDIZIONE BOMPIANI, 2015

"Ti riassumo la storia prima di raccontartela: un uomo che sa scrivere uccide un arabo che quel giorno non ha neppure un nome  - quasi l'avesse lasciato appeso a un chiodo prima di entrare in scena  - , e poi comincia a spiegare che è tutta colpa di un Dio che non esiste e di ciò che ha capito sotto il sole e per il fatto che la saledine lo costringe a chiudere gli occhi. Perciò l'omicidio rimane un atto assolutamente impunito e non è un delitto poichè non esiste legge fra mezzogiorno e le due, fra lui e Zoudj, fra Meursault e Moussa.  E in seguito, per settant'anni, tutti si sono adoperati , a fare sparire in gran fretta il corpo della vittima, a trasformare i luoghi dell'omicidio in un museo immateriale e a discorrere sul significato del nome assassino. Che cosa significa Meursault?  "Morto solo"?  "Morto sciocco"? "Non muore mai"? Per mio fratello, invece, in tutta questa storia non é stata spesa neppure una parola. E tu, come tutti quelli prima di te, hai preso una cantonata. L'assurdo lo portiamo sulle spalle o nel ventre delle nostre terre io e mio fratello, non quello là".


EGITTO

IBRAHIM  SONALLAH

LE STAGIONI DI ZHAT

EDIZIONE CALABUIG, 2015

Nell'appartamento piccolo borghese  di un condominio del Cairo, Zhat vive una vita affollata di eventi piccoli e grandi (il matrimonio, le gravidanze, una malattia) e popolata di amiche, vicini di casa, negozianti del quartiere, le cui eistenze si intrecciano con la sua.  Il romanzo alterna le avventure di Zhat con il resoconto - realizzato grazie a brevi ritagli di notizie giornalistiche - degli eventi politici e sociali dell'Egitto negli anni di Nasser, di Sadat e di Mubarak. Emerge così il ritratto di un paese dove convivono senza armonizzarsi influenze occidentali,  tradizione islamica e  modernità.   Sullo sfondo della Storia - che a sua insaputa determina la sua vita -  Zhat, preoccupata della spesa, in lotta con la burocrazia che invade le sue giornate, amante dei pettegolezzi, è un personaggio pieno di colore che Sonallah racconta con simpatia umana e irresistibile umorismo.


ALGERIA

YASMINA  KHADRA

L'ULTIMA NOTTE DEL RAIS

EDIZIONE SELLERIO, 2015

Il colonello Gheddafi trascorre nel tormento le sue ultime ore. Abbandonato da tutti, assalito dai dubbi, si è reso conto troppo tardi della devastazione in cui versa il suo paese, e adesso la solitudine lo costringe a guardarsi dentro e a ripercorrere la propria vita.  "L'ultima notte del Rais " racconta di un uomo nato sotto il segno dell'ingiutizia, che sogna un riscatto individuale e collettivo. Nelle ore fatali del declino il Rais ritorna a quei momenti in cui ha avuto fede nella sua nazione e in se stesso e ha cercato di sollevarla dalla povertà e dallo sfruttamento. Fin quando l'immensità di quella visione e di quel potere si è trasformato in terrore e autoritarismo. Raccontando in prima persona la vita del Rais, Khara coinvolge il lettore e delinea il ritratto di un personaggio di grande complessità, crudele e fragile al tempo stesso,un dio in terra che di colpo si scopre uomo. Con questo libro Yasmina Khara si conferma tra i più coraggiosi e profondi raccontatori del Mediterraneo.


ALGERIA

YASMINA KHADRA

COSA ASPETTANO LE SCIMMIE A DIVENTARE UOMINI

EDIZIONE, SELLERIO, 2015

Una giovane studentessa viene assassinata nella foresta di Bainem, alle porte di Algeri. E' nuda e bella come solo una fata fuggita dalla tela di un artista. Mirabilmente truccata, con i capelli costellati di pagliuzze luccicanti, si direbbe che la tragedia l'abbia colta di sorpresa nel bel mezzo di un banchetto nuziale. La "Bella addormentata" ha chiuso con le favole. Ha smesso di credere al principe azzurro. Nessun bacio potrà resuscitarla.  A dirigere l'inchiesta è chiamata Nora Bilal, una donna onesta e combattiva, che ha scelto di ignorare il pericolo che si corre in una società governata da squali e predatori, assettati di potere. Nora si trova ad affrontare uno degli "intoccabili" che controlla l'Algeria di oggi, figure di potere che non vengono menzionate ma che tutti conoscono. Inizia così  un viaggio nel lato oscuro di un paese stremato dalla corruzione, afflitto dall'ingordigia di una classe dirigente e dei suoi complici. Un paese in cui afferma un personaggio "i nostri giovani non sanno cosa sia un turista o un cinema, i nostri vecchi dimenticano quello che sono stati, la nostra patria è sequestrata e le nostre speranze messe alla berlina. Una scimmia in gabbia ha più dignità di noi in spiaggia". E proprio riflettendo su questa umiliazione, Khadra reinventa ancora una volta la narrazione di genere, unendo le caratteristiche del romanzo noir a una denuncia e a una chiamata alle armi.


EGITTO

CANI SCIOLTI

ALADDIN  MUHAMMAD

EDIZIONE IL SIRENTE, 2015

Per guadagnarsi da vivere, Ahmed fa lo scrittore di racconti pornografici.. Ahmed ha due cari amici: El-Loul, regista televisivo e Abdallah suo amico d'infanzia. Seguendo le vite di questi tre personaggi nelle intricate e vocianti strade cairote, nei locali notturni, nelle deserte-road lontane dalla grande metropoli, il lettore ha uno sguardo su una parte della popolazione egiziana : i cosi detti "Cani sciolti", giovani lontano dalla morale tradizionalista, liberi da ogni costrizione di natura sociale. Sono i giovanissimi che hanno dato via alle proteste di piazza e anche quelli che erano in piazza al soldo dei governi, come teppisti e picchiatori. Un ritratto realistico e trasversale della società egiziana.


MAROCCO

UN ANNO CON I FRANCESI

FOUAD LAROUI

EDIZIONE DEL VECCHIO, 2015

Quando il piccolo Mehdi Khatib si presenta al  liceo Lyantey di Casablanca con due tacchini, tutti capiscono che viene da un altro pianeta : da Ben Mellal, nelle montagne del Medio Atlante, dove il suo maestro è riuscito a fargli ottenere una borsa di studio per la città. Nel luglio 1969 gli americani hanno camminato sulla luna, Nel settembre del 1969 Mehdi è atterrato tra i francesi.  Fouad Laroui racconta lo choc culturale di un giovane marocchino che scopre il mondo dalla visuale dei francesi.  Mehdi che ha passato i suoi primi dieci anni di vita povero, libero e felice, accudito da una madre e da un padre, è sconvolto dal cambiamento : gente che vive in un lusso ingiustificato e mangia cibi discustosi.  I giorni passano e Mehdi deve arrendersi all'evidenza; non capisce assolutamente nulla. Quando comicia ad abituarsi, il direttore del liceo si rende conto che Mehdi è l'unico a non tornare a casa per il fine settimana, e quindi, decide di affidarlo alla famiglia di un compagno. In quella famiglia Mehdi dovrà scegliere tra il paradiso che gli viene promesso e la sua vecchia vita.


MOZAMBICO

L'ALTRO LATO DEL MONDO

MIA COUTO

EDIZIONI SELLERIO, 2015

In una storia famigliare, il racconto di un figlio alla ricerca delle verità che il padre non ha saputo svelargli. In un universo letterario pieno di invenzione, ironia e poesia, il ritratto toccante del Mozambico reale e immaginario. Questo romanzo di Mia Couto finalista al Man Booker International Prize 2015, è un'opera profondamente gioiosa, di malinconica e poetica luminosità. E il suo linguaggio sempre rifugge la normalità, la maniera per trovare nelle parole, nelle immagini, nei simboli, uno spazio di inarrivabile libertà.

 



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