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Segnalazioni 2014 - Archivio

  • Category: Archivio anni precedenti
  • Sabato 29 Marzo 2014 18:27

 

SudAfrica

Estate Artica di Damon Galgut

Edizioni e/o, 2014

Traduzione di Fabio Pedone

Estate artica è la storia romanzata di uno dei maggiori scrittori britannici, E.M. Forster, l’autore di capolavori quali Passaggio in India, Maurice, Camera con vista. Forster, omosessuale in un’Inghilterra puritana, tentò per tutta la vita di sfuggire all’opprimente ambiente della provincia inglese e fu un grandissimo viaggiatore. I suoi viaggi non furono solo la scoperta di posti esotici, dove immergersi in stili di vita opposti a quelli occidentali e dove verificare l’ingiustizia sprezzante con cui l’Impero britannico trattava le proprie colonie, ma furono ancora di più la ricerca di passioni amorose, di affinità elettive con uomini di altre razze e culture, che Forster sentiva più vicini al proprio animo e al proprio desiderio.

Questo romanzo parla di differenze, di distanze, e di ponti gettati sugli abissi al fine di colmarle: c’è la distanza fra inglesi e indiani, dominatori e dominati, con le questioni politiche ed etiche che solleva; una distanza che si riverbera anche nelle relazioni affettive tra uomini nati su sponde diverse della vita e della società. Ci sono le difficoltà legate all’essere omosessuali nella società inglese in un’epoca come l’inizio del Novecento, con il segreto a cui si era costretti, la pressione del conformismo sociale e il conseguente senso di disperata solitudine, reso dall’autore con grande forza drammatica.

Nigeria

Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie

Edizione Einaudi, 2014

Ifemelu ha una borsa di studio a Princeton ed è l'autrice di «Razzabuglio», un blog di largo seguito che denuncia con pungente leggerezza i pregiudizi ancora diffusi negli Stati Uniti. Ne ha fatta di strada da quando, tredici anni prima, appena arrivata dalla Nigeria, faticava a pagare l'affitto e si sforzava di adeguare accento e aspetto agli standard americani. Eppure c'è qualcosa che Ifemelu non riesce a dimenticare. In fondo al cassetto della memoria conserva ancora il ricordo di Obinze, il ragazzo voluto fin dal primo istante e poi lasciato senza una spiegazione, con un taglio netto frutto della vergogna. Tornare indietro nel tempo è impossibile, ma non nello spazio. Contro il buon senso e il parere di tutti, Ifemelu sale su un aereo per Lagos intenzionata a riprendere il filo di una storia interrotta.

 

Il comandante del fiume di Cristina Ubas Ali Farah

edizioni 66and2nd, 2014

2005, Roma, lungotevere. Il diciottenne Yabar si trascina verso l’ospedale Fatebenefratelli con un occhio sanguinante. Yabar, poca voglia di studiare e molta di provocare, è appena stato bocciato e ha litigato con Sissi, la sua migliore amica...

Chiuso in sé stesso, solo grazie alla pazienza di zia Rosa comincia un lungo racconto fatto di sfoghi e domande, in cui ripercorre tutta la sua vita: la fuga dalla Somalia prima della guerra civile, il collegio, il suo essere nero, i problemi con la madre che lo vuole mandare a Londra dalla zia e che lo ha tenuto lontano dal padre, accusato di omicidio e scomparso nel 1992. C’è un tempo per conoscere certe verità, c’è una Somalia dell’anima, e non importa se suo padre è o meno un eroe perché Yabar imparerà da solo a distinguere il bene dal male, come il comandante del fiume della vecchia leggenda somala che, su mandato dei saggi del villaggio, ci protegge dai coccodrilli. Ubah Cristina Ali Farah narra con delicata efficacia la storia di un giovane che, come tanti, è arrivato da bambino in Italia per sfuggire a un destino di guerra e morte. È un racconto in flashback composto di piccole storie memorabili in cui riconoscersi, che ha sullo sfondo il melting pot di una Roma sconosciuta e più bella negli occhi di chi ha deciso di farne la propria patria elettiva

La zingarata della verginella di via Ormea di Amara Lakhous

Edizioni e/o, 2014

Lakhous torna con un nuovo, divertentissimo romanzo che ha per protagonista ancora una volta il giornalista di cronaca nera Enzo Laganà. Questa volta si prepara a partire per una vacanza con Tania, la fidanzata finlandese. Ma c’è un’emergenza: una quindicenne di San Salvario dice di essere stata violentata da due rom. La rappresaglia non si fa attendere. Un campo rom vicino al parco del Valentino viene dato alle fiamme. Un bambino e una donna soprannominata Drabarimos rimangono feriti. Tocca a Enzo Laganà fare chiarezza. è davvero avvenuto uno stupro o si tratta di una zingarata, cioè di uno scherzo? Chi è veramente Drabarimos? Una vera zingara, come sembrerebbe dal suo aspetto? Oppure nasconde un’identità misteriosa e un piano di vendetta? Di chi vuole vendicarsi e perché? E ancora, chi fa più danni: il rom che ruba un portafoglio o la banca che frega migliaia di risparmiatori?
Lakhous continua la sua esplorazione pirandelliana dell’identità italiana fra italianissimi, italiani, anti-italiani e nuovi italiani. Le sue storie, metà commedia all’italiana e metà giallo, traggono ispirazione dalla realtà odierna; una “letteratura totale”, come la definisce lui stesso ispirandosi al calcio totale olandese, che gioca in attacco senza ura raccontando il quotidiano per anticipare le mosse dell’Italia che verrà.

Egitto

Cairo automobile club di Al al-Aswani

Feltrinelli editore, 2014

Traduzione di Elisabetta Bartuli e Cristina Dozio

Alla fine degli anni quaranta, sotto le pale dei ventilatori del Cairo Automobile Club, l’Egitto dei pascià e dei monarchi amoreggia con aristocratici e diplomatici d’ogni sorta, basta che siano europei. Regolarmente Sua Maestà il re onora con la sua eminente presenza il tavolo del poker. Stravaganza, magnificenza e decadenza che non escono dalle porte dei saloni pavimentati a parquet. Negli spazi comuni, un esercito di servitori e impiegati venuti dall’Alto Egitto e dalla Nubia si affanna a soddisfare le esigenze dell’inflessibile Kao, camerlengo del re.
Il servitore del monarca è anche il capo supremo dei dipendenti di tutti i palazzi reali, che spadroneggia nei minimi dettagli sulla loro misera esistenza e si diletta a professare l’arte della sottomissione. Tra i “sudditi” c’è ‘Abdelaziz Hamam, erede di una ricca famiglia in rovina, arrivato al Cairo nella speranza di assicurare un’istruzione ai figli. Seguendo i cammini contrastanti che prendono i suoi ragazzi, scopriamo gli ultimi sussulti dell’Egitto pre-nasseriano: l’arroganza delle classi dominanti, la miseria dei reietti, il risveglio del sentimento nazionalistico. L’edificio si crepa ovunque, e nel microcosmo dell’Automobile Club, dove il volto nero come il carbone di un domestico aggiunge un tocco di eleganza all’ambiente, fremono i tempi e l’esplosione rivoluzionaria che infiammerà il paese. Più che mai impegnato e umanista, ‘Ala al-Aswani riprende i racconti popolari e i colori sgargianti dell’irresistibile Palazzo Yacoubian e indica instancabilmente l’unica via giusta per il suo paese: una democrazia egiziana da costruire

Tunisia

Il bacio di Lampedusa di Mounir Charfi

Castelvecchi editore, 2014

Traduzione di Alessandro Bresolin

Lampedusa come metafora di un bacio d’amore tra due continenti e tra i popoli che attraversano il Mediterraneo. In questo suo primo romanzo, sospeso tra manuale di alchimia e viaggio onirico, il medico tunisino Mounir Charfi racconta l’oscura passione delle migrazioni, fatta di necessità, di fuga dalla guerra, di fame, ma anche di sogni che hanno spinto uomini, donne e bambini a solcare questo mare a costo della vita. La fuga del protagonista avviene con la consapevolezza che questo sogno di un’esistenza migliore dall’altra riva del mare rimane un’utopia. Ma quella dei popoli che saltano da un’isola a un’altra, come se volessero sfuggire a un’antica maledizione che li vuole cittadini di una delle rive del Mediterraneo, rimane un’utopia necessaria. Pubblicato all’alba della Primavera araba, Il bacio di Lampedusa ne anticipa in forma poetica e narrativa le speranze e le rivendicazioni, con la certezza che l’esercizio della fantasia e la ribellione contro la censura sono già un gesto autentico di liberazione

 

Nigeria

Ogni giorno è per il ladro di Teju Cole

Einaudi, 2014

Traduzione di Gioia Guerzoni

Un giovane nigeriano torna a casa dopo quindici anni vissuti a New York. Ma Lagos è una città immensa, pullulante di storie e di vita, un'allucinazione febbrile che si sottrae allo sguardo. Ogni giorno è per il ladro è il diario di un ritorno impossibile in cui nostalgia, amore e rabbia indicano il sentiero di una peregrinazione affascinante e inquieta.

 

Sierra Leone

Domani sorgerà il sole di Ishmael Beah

Neri Pozza editore, 2014

Traduzione di Laura Prandino

Imperi fu attaccata un venerdì pomeriggio in cui quasi tutti gli abitanti erano già rientrati alle loro case dal mercato, dai cam­pi e dalle scuole, per riposarsi e pregare. Diverse granate scagliate dai lanciarazzi annunciarono che la guerra, che insanguinava da qualche tempo la Sierra Leone, era inaspettatamente giunta in città. Spari, urla, lamenti. Fu una di quelle operazioni che i combattenti erano soliti chiamare « No living thing »...

Mozambico

La confessione della leonessa,  di Mia Couto

Traduzione di Vincenzo Barca

Edizione Sellerio, 2014


I miei compagni neri e le loro strane leggende di Henry Morton Stanley

Edizione Terre di libri, 2014

«L' abitudine serale di riunirsi intorno al fuoco del campo e divertirci scambievolmente con racconti di leggende, cominciò nel 1875 dopo che Sabadu, un paggio del re Mtesa, aveva meravigliato i suoi uditori con la storia del Sacerdote senza macchia. Il nostro circolo era aperto a tutti ed era spesso numeroso, perché quando fu visto che i narratori più capaci avevano convenienti ricompense e che il passatempo era piacevole, pochi resistevano alla tentazione di avvicinarsi e ascoltare [...]. Le leggende seguenti sono le migliori e le più curiose fra quelle che mi furono raccontate in diciassette anni, e che non sono state finora pubblicate in alcuno lei miei libri di viaggio. [...] Siccome queste poche leggende, che vengono ora pubblicate, non sono prive di un certo merito, come esempi delle tradizioni dell'Africa Centrale e della letteratura parlata, ho creduto meglio di attenermi al solo compito di traduttore, cercando di riportarle in inglese il più esattamente e fedelmente possibile». «Quanto più comprendevamo il linguaggio di quei nativi, tanto più restavamo colpiti dall'identità d'una comune origine in tutti gli uomini». (Henry M. Stanley) «Queste storie presentano un' attrattiva speciale, perché aprono un campo finora inesplorato in fatto di leggende popolari, e dimostrano una volta di più il legame che riconnette le più antiche tradizioni dei diversi popoli ad una sola ed unica origine». (Adelaide Marchi)


Zimbabwe

Il parrucchiere di Harare di Tendai Huchu

Traduzione di Stefania Di Natale

Edizione Terre di libri, 2014

Il libro, che ha già ottenuto molti riconoscimenti in campo internazionale, racconta una storia d’amore diversa, affrontando un tema oggi di grande attualità, che in molti paesi ha ancora aspetti drammatici: quello del diritto alla propria identità sessuale. È la storia di Vimbai, la migliore parrucchiera del salone di Mrs Khumalo, il più prestigioso di Harare. Tutti nel salone sono ai suoi ordini, anche la proprietaria, perché le clienti famose, quelle che danno prestigio al locale, vogliono essere servite soltanto da lei. Ma tutto cambia quando arriva Dumisani, un giovane dai modi accattivanti, bello e abilissimo parrucchiere. Vimbai all’improvviso si trova spodestata, relegata in un ruolo di secondo piano. Ma il suo rancore è di breve durata perché Dumi, come tutti lo chiamano, riesce in pochi giorni ad affascinare anche lei. Tra i due nasce un’attrazione tenera e profonda, un rapporto di affettuosa complicità, ma ambiguo e a volte amaro. Un sentimento carico di tensione sconvolge poco a poco la vita dei protagonisti, attraversa le pagine del libro diventando sempre più forte e trascinante con il procedere della storia. Alla fine i problemi esploderanno, con effetti drammatici e imprevedibili. La vicenda ha per sfondo Harare, la moderna capitale dello Zimbabwe, dove per sopravvivere è necessario districarsi tra l’arroganza del potere politico, le incombenze della vita quotidiana, l’inflazione travolgente, l’inefficienza dei servizi. Dove la povertà trasforma in frustrazione i desideri e le ambizioni che il mondo globalizzato fa nascere, e i rapporti familiari e le regole morali sono continuamente messi in discussione. Ma dove la voglia di vivere e l’entusiasmo dei suoi abitanti riescono, quasi sempre, ad avere la meglio.Scritto con grande senso dell’umorismo e rara capacità di introspezione, Il parrucchiere di Harare è un libro trascinante, che si legge tutto d’un fiato.«Questo bellissimo romanzo di Tendai Huchu unisce a una narrazione commovente l’acuta descrizione della realtà sociale. La costruzione è apparentemente semplice, e lunghi brani del racconto di Vimbai hanno una vena di leggerezza e comicità, quando racconta le piccole gioie e le assurdità del proprio lavoro, prima di arrestarsi impotente di fronte alla desolante realtà dello Zimbabwe.» (David Evans, The Independent, 27 aprile 2013)«Questo romanzo di Tendai Huchu sulla rivalità tra due parrucchieri nello Zimbabwe contemporaneo è una divertente commedia sugli stili di vita e le abitudini delle diverse classi sociali; ci rivela la distruzione dello Zimbabwe attuata dal regime di Mugabe e ci ricorda l’intensità viscerale dell’omofobia in alcune culture.» (Jane Housham The Guardian, 8 marzo 2013


Algeria

Gli angeli muoiono per le nostre ferite, di Yasmina Khadra

Edizione Sellerio, 2014

Turambo rimane nel cuore del lettore, anzi Turambo stravolge il cuore del lettore. Gli angeli muoiono delle nostre ferite è l’ultimo libro di Yasmina Khadra che dopo il successo de L’equazione africana ritorna con un protagonista del mondo degli oppressi e degli emarginati. Raccontato senza pietismo, ma con sguardo lucido e critico, il protagonista di questo romanzo è un ragazzo nato in un villaggio spazzato via da una frana. Il luogo dove la sua famiglia aveva tutto non esiste più, non ha più un nome e neppure un’identità. Turambo deve ricominciare daccapo e decide che non vuole fare la fine di sua madre e di suo padre: non vuole diventare ancora più povero e ignorante. Questo splendido ragazzone vuole realizzare i suoi sogni, ma prima ancora vuole dichiarare al mondo il suo diritto ad avere dei sogni. E allora il giovane Turambo parte e, come in tutte le foto di migranti che si rispettino, parte armato di un piccolo fagotto e con la speranza negli occhi. Orano, città europea, è la sua destinazione. Qui cresce in un piccolo borgo cercando di scordare il passato e guardando sempre oltre, ma qualcosa verrà a turbare e a stravolgere per sempre la sua esistenza. Gli anni ’20 sono il quadro di questo romanzo commuovente che descrive bene la differenza di allora tra l’Algeria del periodo coloniale e l’Europa che si preparava alle guerre. Non si sa dove gli oppressi abbiano più speranze, dove ci sia più pietà, dove ci sia più rispetto. Khadra tratteggia così un’epoca, le classi sociali divise e arrabbiate perché hanno troppo poco o perché non vogliono cedere il tanto che gli è stato concesso. Nel destino di un ragazzo il destino di un continente, di una società e di una generazione. Gli angeli muoiono delle nostre ferite ha lo spirito letterario di un romanzo di formazione e ci accompagna pagina per pagina in un mondo sovrastato da nuvole e tempeste, dove però si scorge un tiepido sole.


Congo

Le luci di Ponte-Noire, di Alain Mabanckou

Edizioni 66thand2nd, 2014

Dopo ventitré anni Alain Mabanckou torna nella sua Pointe-Noire. Invitato dall’Institut français per un ciclo di conferenze, alloggia in un appartamento per artisti e scrittori dove, appeso alla parete del salotto, c’è un quadro che ritrae una donna dallo sguardo triste. Durante il soggiorno, oltre agli impegni uffciali, si dedica alla scrittura del suo libro di ricordi, ma è bloccato, ha un nodo in gola. Sa di essere
tornato nella città natale non solo per motivi di lavoro, ma soprattutto per riappropriarsi del passato, per riportare alla luce un’infanzia smarrita nel groviglio della memoria, per salutare i membri della sua numerosa famiglia, orfana di mamma Pauline e papà Roger, e per rivedere i luoghi cari – la casetta di legno «reggia» della madre, il cinema Rex «garanzia del sogno», il liceo archivio di episodi dell’adolescenza. Ma Pointe-Noire non è più la stessa: la casetta è cadente, rovinata dal tempo, il cinema è diventato una chiesa pentecostale, il liceo ha un altro nome e gli appare come un labirinto. Perdipiù tra i familiari ci sono dissapori, e sembrano interessati solo ai suoi soldi. Alain è scosso, disorientato, ma nel mostrare a un amico una foto che si è fatto scattare con i nipoti si rende conto che quei bambini sono liberi e felici, come in fondo lo era lui da piccolo, e non baratterebbero la loro infanzia con niente al mondo. E al momento di ripartire la donna del quadro lo saluterà con un sorriso e avrà i lineamenti della sua amata mamma.


Congo

Matematica Congolese, di In Koli Jean Bofane

66thand2nd, 2014

Traduzione di Stefania Ricciardi

Célio Matemona, per gli amici Célio Matematik, si serve di derivate, equazioni e teoremi per interpretare il mondo. Tra gli orfani e i diseredati di Kinshasa, però, le sue doti vanno sprecate fino a quando non viene assunto da un oscuro uffcio che lavora per la presidenza e si occupa di manipolare le informazioni. Ma politicanti e faccendieri devono tremare: Célio non ha intenzione di sprecare il suo talento al loro servizio. Il prezioso Compendio di matematica, l’oracolo da cui trae il suo sapere, finirà per trasformarsi in un’arma micidiale contro il potere corrotto.


 


Ruanda

Nostra Signora del Nilo, di Scholastique Mukasonga

66THANDeND, 2014

Traduzione di Stefania Ricciardelli

Ruanda, anni settanta. La vita scorre apparentemente normale per le studentesse del collegio femminile di Nostra Signora del Nilo, tra auto di lusso e chauffeur, antipatie, gelosie e vanità. Ma anche tra le mura del liceo si infiltrano i germi del razzismo che dilania il paese. E le ragazze dovranno presto scegliere da che parte stare.


Egitto

Sette luoghi, di Youssef Ziedan

Neri Pozza editore, 2014

Ad Assuan il Nilo è bello, docile e più pulito che altrove, gli abitanti – nubiani, arabi e rifawi – amano recitare versi di rinomate poesie nelle cerimonie importanti della loro vita, le botteghe risplendono tutte di un miscuglio di colori, luci, persone e, a qualche chilometro più a sud, il primo raggio di sole penetra due volte l’anno nel tempio di Abu Simbel per andarsi a posare giusto sulla statua di Ramses II. In questa magnifica.....


Tunisia

Hotel Miranda, di Iman Bassalah

New Compton editore, 2014

Due donne in fuga verso la libertà

 

Due donne in fuga. Selma è una giovane dissidente che scappa dalla Tunisia, dal suo regime dittatoriale, e dalle repressioni violente e tuttavia silenziose. Alle spalle un passato doloroso: il carcere, uno sciopero della fame che l’ha quasi uccisa, un amore spezzato e una famiglia – madre e fratellino – che forse non rivedrà mai più. Ma Selma vuole vivere ed essere libera, per questo affronta il mare su un fragile barcone pur di raggiungere le coste di Lampedusa e da lì la città dei suoi sogni: Parigi. Louise, fotografa di successo e figlia della buona società parigina, si sente intrappolata in un ruolo che non ha scelto. Decisa a non trascorrere un altro 14 luglio prigioniera della sua vita, abbandona marito, figli e benessere, facendo perdere le sue tracce. I destini delle due fuggitive si incontreranno in un piccolo albergo alla periferia di Parigi, l’Hotel Miranda, popolato da personaggi eccentrici e pittoreschi con storie complesse, commoventi e tremendamente umane. Qui, nel calore di questa strana e variopinta famiglia, Selma e Louise intraprenderanno il loro personale e definitivo viaggio verso la libertà.