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In Koli Jean Bofane, Congo Inc. Il testamento di Bismarck. Recensione di Giulia De Martino
Edizioni 66TH A2ND, 2016
traduzione di Carlo Mazza Galanti
 
“Il nuovo Stato del Congo è destinato a essere uno dei più importanti esecutori dell’opera che intendiamo realizzare...”: così riporta la citazione di Bismarck, alla fine della Conferenza di Berlino nel 1885, premessa al suo romanzo dall’autore , già da noi recensito nel 2014 per “Matematica congolese”.
In due anni un certo cauto ottimismo, di cui c’era traccia nei personaggi del precedente racconto, sempre ambientato a Kinshasa, si è mutato in un pessimismo, impregnato di sarcasmo e cupezza di visione. Il destino del Congo e il ruolo assegnatogli dalle potenze occidentali è segnato per sempre, a meno di un miracolo.  
Isookanga , il giovane mongo di etnia ekonda, volgarmente detto pigmeo, protagonista di “Congo Inc.” è sì dominato, come il Célio Matematik di “Matematica congolese”,  da una incrollabile fiducia nel futuro, ma quello della tecnologia occidentale distruttiva e rapace, capace di rapportarsi al Congo e agli altri paesi africani solo come territori da cui ottenere, a qualsiasi costo, quei minerali senza i quali nulla potrebbe più funzionare al giorno d’oggi.
Karim Miské, Appartenersi - Recensione di Giulia De Martino
 
Fazi Editore, 2016
Traduzione di Maurizio Ferrara
 
Immaginate un bambino di nove anni e mezzo, in seno alla famiglia da cui è molto amato, assistere alle bizzarie di suo nonno che, in preda ad un furore insensato, in seguito ad un colpo al cervello, pronunci nei suoi confronti la parola 'bastardo'. Sarà un ferita che non si rimarginerà più e segnerà tutta la sua vita di una inquietudine ed una rabbia che si attenueranno, in età adulta, solo con un'analisi psicanalitica e il rifugio nella letteratura.
Così comincia questo libretto straordinario cui è difficile affibbiare una categoria: testimonianza, inchiesta spregiudicata, autobiografismo,riflessione sul mondo e sulla natura umana, racconto?Tutte queste cose insieme lo rendono godibilissimo e annunciano uno scrittore notevole, che aveva già dato eccellente prova di sé con il poliziesco "Arab jazz".

Chigozie Obioma, I pescatori. Recensione di Rosella Clavari

Bompiani, 2016

Traduzione di Beatrice Masini

Chigozie Obioma è lo scrittore rivelazione di questi ultimi anni, finalista al Man Booker Prize 2015, e considerato dai più l’erede di Chinua Achebe.

Il romanzo che abbiamo letto con passione e interesse è anche il suo primo romanzo e sarebbe limitante definirlo “di formazione” poiché si rivela ricco di elementi storici, mitici e anche letterari  (con citazioni di Tutuola e Achebe).

I diciotto capitoli del romanzo sono intitolati ad animali o elementi della natura, titoli che definiscono in realtà i personaggi della famiglia ( la madre- falconiere, i fratelli segugio o passero o pitone …).