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Poetesse sudafricane. La natura, la casa, le parole: dissoluzione e ricomposizione di un mondo (a cura di Rosella Clavari)

La recente pubblicazione del testo "Isole galleggianti. Poesia femminile sudafricana (1948-2008)" a cura di Paola Splendore e Jane Wilkinson (Ed. Le lettere 2011), ha risvegliato l'interesse verso questi voci così intense e originali nel panorama universale della poesia. Viene subito chiarito all'inizio il legame con il titolo attuale: si risale a Dorothy Wordsworth con "Floating Island" (1842)  e attraverso Ruth Miller, che riprende il titolo nella sua prima raccolta del 1965, arriviamo a Joan Metelerkamp con la raccolta "Floating Islands" del 2001. Un titolo dunque più volte ripreso che sottende una tematica comune: contro gli strappi e i traumi delle vicissitudini  storiche e personali è possibile ancora immaginare parole intere, mondi interi che affiorano come resti galleggianti.

Nero d’Africa: piccola storia del noir africano (a cura di Giulia De Martino)

Era inevitabile che questo genere prendesse piede anche tra gli scrittori africani  che vivano o no nel continente, come capita a molti. Si tratta di una modalità narrativa ormai preferita da molti autori e che è attestata dall’Europa alle Americhe, dal Medioriente all’Asia, con ambientazioni nel passato o nel presente.

Essere ibrido, l’Africa e l’Europa si chiedono con perplessità quale parte di me appartenga all’una o all’altra.
Sono il bambino presentato alla spada di Salomone per un’equa spartizione.
Esule permanente, passo le mie notti a saldare i binari che conducono all’identità.
La scrittura è cera calda che faccio colare nei solchi scavati dai costruttori di compartimenti stagni dei due campi.
Sono la cicatrice spuntata là dove gli uomini, tracciando le frontiere, hanno ferito la terra di Dio.

                                      
da “Sognando Maldini “di Fatou Diome