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L'Impero del Mali e le sue leggi, (a cura di Traore Toumani e Giuseppe Spedicato)

  • Category: Articoli
  • Sabato 31 Agosto 2013 14:30

L'impero del Mali e le sue leggi

a cura di Traore Toumani e Giuseppe Spedicato

 

Il mansa del Mali, attraversando il Cairo diretto alla Mecca in pellegrinaggio, aveva fatto crollare il valore del dinar egiziano per la grande quantità d’oro che lui e il suo seguito avevano gettato sul mercato. Era l’oro del Mali che aveva alimentato il commercio di mezzo mondo civile e che forniva allora il metallo per le prime monete d’oro europee dopo i tempi dei romani. Si diceva che l’imperatore installato sotto un grande ombrello sormontato dall’effige in oro di un uccello, governasse su un regno di “quattro mesi di viaggio in lunghezza e altrettanti in larghezza”.
Davidson, B. “La civiltà africana”, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1972, pag. 161

PREMESSA
I popoli della savana, che appartenevano a più reami rivali, dopo la fine dell’impero del Ghana (intorno all’anno 1086), erano spesso in guerra tra di loro. Nella regione regnava fame, disordine e  violenza.  Soundiata Keita, dopo la vittoria contro il Re del Sosso a Kirina (1236), conquista tutti i regni della regione e forma l’Impero del Mali (1230 – 1545). Viene proclamato Mansa, che significa “Re dei Re”. Il suo regno (1230 – 1255) è ricordato per essere un’epoca di pace, prosperità e libertà. L’Impero (che si estendeva sugli attuali Stati: Mali, Burkina Faso, Senegal, Gambia, Guinea, Guinea Bissau, Mauritania e gran parte della Costa d’Avorio), viene dotato di una efficiente organizzazione amministrativa e militare e ben presto diventa un importante luogo di collegamento tra i popoli nomadi del sahara ed i popoli dell’Africa nera equatoriale.
All’indomani della vittoria contro il Re Sosso, Soundiata Keita si rende conto che per assicurare la pace e la prosperità deve dare regole comuni a tutte le popolazioni dell’Impero. Regole comuni a popolazioni che per lungo tempo erano state in guerra tra di loro anche per ragioni razziali. Soundiata Keita si rende anche conto che tali regole devono essere accolte da tutti i popoli e di conseguenza, devono apparire come regole non estranee a nessuna delle culture dei popoli dell’Impero. “Il Re dei Re” pertanto, riunisce a Kurukan FuKa, nel cuore del Manden (a 90 km da Bamako), le 12 tribù del Manden e quelle dei loro alleati per dire “mai più accada quanto è accaduto!”. Vengono così proposte regole, principi, testi per regolare la vita del grande Manden.   Si riportano di seguito alcune sintesi.

LA CARTA DI KURUKANFUKA
I tradizionali rappresentanti del Manden, ed i loro alleati, si sono riuniti nel 1236 a KURUKAN FuKa, attuale circoscrizione di Kangaba (Repubblica del Mali), dopo la storica battaglia di Kirina ed hanno adottato e promulgato la seguente Carta per governare la vita del grande raggruppamento Mandinka.
I  DELL’ORGANIZZAZIONE SOCIALE
Articolo 1: La società del grande Mandé è suddivisa come segue:
. Sedici (16) "Ton tadjon" o portatori di faretra.
. Quattro (4) "Mansa si" o tribù principesche.
. Cinque (5) "Mori Kanda" o classe di marabutti.
. Cinque (5) "Nyamakala" o classe dei mestieri.
Ogni gruppo ha un ruolo e una specifica attività.
Articolo 2: I "Nyamakala" devono dire la verità ai capi, essere i loro consiglieri e difendere, verbalmente, le regole e l'ordine in tutto l'impero.
Articolo 3: "Mori kanda" sono i nostri maestri ed i nostri educatori nell'Islam. Tutti devono rispettarli e tenerli in considerazione.
Articolo 4: La società è suddivisa in fasce di età. Alla testa di ciascuna di esse viene eletto un capo. Sono della stessa classe di età le persone (uomini o donne) nate nel corso di un periodo di tre anni consecutivi.
I "Kangbè" (classe intermedia tra i giovani e gli anziani) devono partecipare all’adozione delle decisioni più importanti riguardanti la società.
Articolo 5: Ogni individuo ha diritto alla vita ed alla tutela dell'integrità fisica. Di conseguenza, qualsiasi atto pregiudizievole alla vita altrui è punibile con la morte.
Articolo 6: Per vincere la battaglia della prosperità è istituito il "Könögbèn Wölö"(una modalità di monitoraggio per combattere la pigrizia e l'ozio).
Articolo 7: E 'stabilito tra i Mandinka il "Sanankunya" (solidarietà tra i vicini) ed il "Tanamanyöya" (una forma di totemismo). Di conseguenza, qualsiasi controversia che dovesse insorgere tra di loro non deve degenerare.
Tra cognati e cognate, tra nonni e bambini, la regola deve essere la tolleranza ed il non arrabbiarsi.
Articolo 8: La famiglia KEITA è designata famiglia regnante sull’Impero.
Articolo 9: L'educazione dei bambini spetta all’insieme della società. La potestà paterna pertanto, spetta a tutti.
Articolo 10: Diamoci reciprocamente le condoglianze.
Articolo 11: Quando vostra moglie o il vostro bambino fugge, non cercateli presso il vicino.
Articolo 12: La successione essendo patrilineare, non da mai il potere ad un figlio quando uno solo dei suoi padri è in vita.
Mai dare potere ad un minorenne solo perché possiede proprietà.
Articolo 13: Non offendere mai i "Nyaras" (i griot).
Articolo 14: Non offendere mai le donne, le nostre madri.
Articolo 15: Non mettere mai le mani su una donna sposata senza che prima sia intervenuto suo marito  senza successo.
Articolo 16: In aggiunta alle loro occupazioni quotidiane, le donne devono essere coinvolte in tutte le nostre decisioni.
Articolo 17: Le bugie che sono restate tali per 40 anni devono essere considerate verità.
Articolo 18: Rispettare il diritto di primogenitura.
Articolo 19: Ogni uomo ha due suoceri (che deve considerare come genitori): i genitori della ragazza che non ha avuto in sposa e la parola che (lei) ha pronunciato senza costrizione. Si deve loro rispetto e considerazione.
Articolo 20: Non maltrattate gli schiavi, concedete loro un giorno di riposo a settimana e fate in modo che essi cessino di lavorare ad orari ragionevoli. Si è padrone dello schiavo ma non del sacco che egli porta.
Articolo 21: Non fate oggetto delle vostre attenzioni le mogli: del capo, del vicino, del marabout, del  guaritore, dell'amico e dell’associato.
Articolo 22: La vanità è  segno di debolezza, l’umiltà è segno di grandezza.
Articolo 23: Non traditevi mai. Rispettate la parola d'onore.
Articolo 24: Non fate torto agli stranieri.
Sezione 25: L'ambasciatore non rischia nulla nel territorio Manden.
Articolo 26: Il toro affidato non deve dirigere il recinto.
Articolo 27: La ragazza può essere sposata appena raggiunge la pubertà senza determinazione d’età. La scelta dei suoi genitori deve essere rispettata indipendentemente dal numero dei pretendenti.
Il ragazzo si può sposare a partire dal ventesimo anno d’età.
Articolo 28: La dote è fissata in 3 bovini: uno per la ragazza, due per madre e padre.
Articolo 29: Il divorzio è consentito per una delle seguenti cause:
- l'impotenza del marito;
- la follia di uno dei congiungi;
- l'incapacità del marito di assumere gli obblighi nati dal matrimonio.
Il divorzio deve essere pronunciato fuori dal villaggio.
Articolo 30: Aiutiamo coloro che hanno bisogno.
Articolo 31: Rispettiamo parentela, matrimonio e vicinato.
Articolo 32: Uccidete il vostro nemico, ma non lo umiliare.
Articolo 33: Nelle grandi assemblee, accontentatevi dei vostri legittimi rappresentanti e tolleratevi gli uni con gli altri.
II – DEI BENI
Articolo 34: Ci sono cinque modi per acquisire la proprietà: l'acquisto, la donazione, lo scambio, il lavoro e la successione. Ogni altra forma senza testimonianza convincente è dubbia.
Articolo 35: Ogni oggetto trovato senza proprietario conosciuto diventa proprietà comune solo dopo quattro anni.
Articolo 36: La quarta parte di una giovenca affidata è di proprietà del custode.
Articolo 37: Un bovino deve essere scambiato con quattro pecore o quattro capre.
Articolo 38: Un uovo su quattro è di proprietà del custode della gallina ovaiola.
Articolo 39: Per soddisfare la fame non è un furto se non si ha nulla nella borsa o in tasca.
III – DELLA TUTELA DELLA NATURA
Articolo 40: La foresta è il nostro bene più grande, ciascuno deve proteggerla e tutelarla per il benessere di tutti.
Articolo 41: Prima di appiccare il fuoco nella foresta non guardate a terra, alzate la testa in direzione delle cime degli alberi.
Articolo 42: Gli animali domestici devono essere tenuti legati nel periodo della coltivazione e liberati dopo i raccolti. Il cane, il gatto, l’anatra ed il pollame non sono sottomessi a tale regola.
IV - DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 43: Balla Fasséké KOUYATE è nominato grande capo delle cerimonie e mediatore principale del Manden. Lui è autorizzato a burlarsi di tutte le tribù, soprattutto della famiglia reale.
Articolo 44: Tutti coloro che violeranno queste regole saranno puniti. Ognuno è responsabile di vegliare sul  loro rispetto su tutto il territorio imperiale.