Giuseppe Spedicato
Sudan il conflitto ignorato
La testimonianza
Mohammad Alì, 25 anni, proveniente dal Darfur (Sudan) ci offre la sua testimonianza su quanto accaduto e accade nel suo Paese:
Vivevo nel Darfur con la mia famiglia, eravamo contadini e allevatori di ovini, poi nel 2003 sono arrivati i janjawid e siamo stati costretti ad abbandonare la nostra casa e tutti i nostri averi. Hanno bruciato la casa e rubato i nostri ovini, circa 1.500.
I janjawid sono soprattutto popolazioni nomadi appartenenti a diverse etnie e provenienze, sono arabi ma anche africani subsahariani, sono libici, nigeriani, ciadiani, centroafricani. Dicono di essere islamici ma sono soltanto dei feroci assassini senza Dio. Vi sono anche mercenari colombiani che combattono con loro, sono professionisti della guerra, sanno utilizzare droni ed armamenti pesanti.
Dal 2003 al 2019 sono stati finanziati dal dittatore Omar Hasan Ahmad al-Bashir, era un generale diventato Presidente del Sudan e Capo del Partito del Congresso Nazionale. Al-Bashir li finanziava per combattere i movimenti antigovernativi e facendo ciò ha fatto commettere gravi crimini contro la popolazione sudanese, soprattutto a quella di etnia non araba. I janjawid assalivano villaggi, li saccheggiavano, bruciavano le abitazioni, uccidevano gli adulti, violentavano le donne e le costringevano allo stato di concubine, rapivano i bambini e li riducevano in schiavitù. Nel 2019 il dittatore venne deposto da una rivolta popolare ma cambiò ben poco: il nuovo Presidente, che era il capo dell’esercito, si alleò con i janjawid, l’alleanza però non durò a lungo ed ora si contendono il controllo del Paese.
I janjawid continuano ad essere potenti e molto pericolosi anche perché contano su sostegni esteri, il mio Paese è ricco di risorse naturali come petrolio, oro ed uranio e per impossessarsene le nostre élite locali, ma anche potentati stranieri, sono disposti a tutto. Per tale ragione le popolazioni locali sono costrette ad abbandonare le loro terre, sono sterminate e costrette ad emigrare.
Durante il mese di ramadan, nell’aprile del 2025, i janjawid hanno assalito il campo di rifugiati Zam-Zam che si trova a 15 chilometri dalla città di Al-Fashir, nel Darfur occidentale. Il campo era abitato da 200 mila rifugiati, molti di questi sono stati uccisi, molte donne sono state stuprate, i più fortunati sono riusciti a fuggire. Ho saputo che sono giunti all’atrocità di seppellire persone ancora vive. Il campo profughi è ora una base militare dei janjawid.
Nel Darfur questo accade da anni, arrivano questi criminali, uccidono e costringono alla fuga popolazioni intere, che cercano di raggiungere a piedi il Ciad. Ma anche la fuga rappresenta un grande rischio, se si ha la sventura di incontrarli si viene massacrati.
Il nostro destino è atroce anche quando non arrivano i janjawid: se restiamo a casa moriamo di fame, se tentiamo di fuggire ci sparano.