I video dell’artista Karimah Ashadu.

I video dell’artista Karimah Ashadu. 

Karimah Ashadu artista nigeriano britannica (nata nel 1985) è presente fino al 22 marzo 2026 al Camden Art Centre di Londra con Tendered, rassegna di video: “con le sue opere esplora il lavoro, il patriarcato e l’indipendenza socio-economica nel contesto della Nigeria e dell’Africa occidentale” . Due anni fa è stata presente alla Biennale di Venezia.I suoi video esplorano corpi, identità frammentate, diaspora, sovvertendo tutti gli stereotipi della mascolinità”.

 

Estratto dall’articolo “Così lontano così vicino” di Maurizio Fiorino, Repubblica, sezione Lettere 18.1.2026.

Nel buio di un’anticamera del Camden Art Centre di Londra si sentono prima i suoni e il respiro si fa affannoso, il ritmo dei corpi che si tendono, la musica sommessa del sudore. All’interno, sullo schermo, la pelle nera del bodybuilder di Lagos è così vicina all’obiettivo che diventa quasi astratta, una superficie viva di luci e ombre. Muscle, la nuova opera di Karimah Ashadu accoglie lo spettatore in uno spazio di prossimità fisica e disorientamento visivo. Per la cronaca, ci troviamo nel cuore di “Tendered” la personale che l’artista nigeriano britannica presenta al Camden Art Centre fino al 22 marzo. Si tratta di un trittico; c’è anche King of Boys del 2015 e Cowboy del 2022 .

L’artista nata a Londra e cresciuta in Nigeria, vive oggi ad Amburgo.

La mia intenzione è raccontare storie dall’interno, per affermare ciò che è già nostro”- afferma Ashadu. Muscle è girato in una palestra improvvisata di Lagos e segue un gruppo di uomini che si allenano con attrezzi di fortuna in un ambiente povero. La camera si avvicina, stringe, sfiora, e il corpo diventa paesaggio: “Mi interessa capire come la mascolinità venga costruita e indossata. Sotto la durezza c’è una vulnerabilità, sotto l’immagine di una mascolinità fissa c’è una precarietà” ha detto Ashadu. La ripetizione dei gesti - i pesi sollevati - i muscoli tesi, i respiri che si intrecciano - diventa quindi la vera struttura del film, che non ha una vera e propria trama. Non c’è dunque né inizio né fine: il montaggio è ciclico, scandito da ritmo e sudore. La forza non è eroica ma fragile e il corpo non è un monumento ma un territorio che si consuma, tanto che ogni inquadratura sembra un piccolo atto di prossimità politica. […] Tornando agli uomini di Lagos, è impossibile non notare quanto il loro desiderio di forza si scontri con una condizione di scarsità materiale. “Mi ha attratto proprio questa tensione: lo spettacolo vulnerabile della forza plasmata dalla scarsità” spiega Ashadu. La palestra è improvvisata con attrezzi arrugginiti e incompleti. I bodybuilder indossano abiti sportivi con loghi globali: “Simboli che li collocano in una struttura capitalista alla quale aspirano ad appartenere, ma che li esclude”. In questa ambivalenza si riflette l’intera logica post-coloniale, eppure la camera di Ashadu non giudica. Piuttosto osserva da vicino rivelando nella ripetizione dei corpi la fatica di un mondo intero. Colpiscono, e tanto, le dichiarazioni dei protagonisti: “Se ha in bel fisico, la gente ti porta rispetto perché pensa che tu sia ricco” dice uno di loro. “Essere muscolosi – gli fa eco un altro – è come portare un AK-47”. [...]

Tendered” è curata da Alessandro Rabottini e Leonardo Bigazzi della Fondazione in Between Art Film, una realtà italiana fondata da Beatrice Bulgari che sostiene la produzione di opere video e filmiche in dialogo tra cinema e arte contemporanea. I due hanno costruito una piattaforma che dà voce ad artisti internazionali impegnati nel ripensare le geografie dell’immagine e i linguaggi della rappresentazione dal Sud globale alle diaspore. E la loro curatela accompagna il lavoro di Ashadu con discrezione, valorizzandone la densità formale e il respiro politico. Dopo aver visitato la mostra, la sensazione è che le tre opere, nel loro insieme, si muovano tra intimità e storia, corpo e memoria, radicamento e migrazione. Ciò che resta è un senso di presenza: la consapevolezza che il corpo può essere insieme archivio e strumento, testimonianza e proiezione.

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