
Anna Fresu
Nulla mi è estraneo
Gruppo CTL editore, 2026
Vorremmo farvi conoscere una pubblicazione di una delle fondatrici di “Scritti d’Africa”, che ha vissuto e operato per anni in Mozambico e Argentina : questi racconti sono la traccia della sua vita di “donna con la valigia” all'incontro con altri mondi, diversi ma non estranei.
“Io che leggo
e che scrivo
portando il mare
verso la montagna
mescolando le lingue
ed i colori
Io voce e orecchio
che parlo e ascolto
Io riflesso io specchio
canto e suono
eco di ogni passante
che ho incontrato”
Quando Anna è approdata nel gruppo che avrebbe poi fondato l'Associazione Scritti d’Africa (che gestisce questo sito), aveva, come alcuni di noi del resto, un vissuto intellettuale e personale interculturale di grande spessore.
Dalla natia Sardegna a Roma, dal Portogallo al Mozambico, dall'Argentina al Brasile, si è sempre portata appresso contemporaneamente le sue radici dell'isola della Maddalena e tutte le acquisizioni che via via si aggiungevano - attraverso gli interessi, le passioni, le attività praticate soprattutto in Africa e Sudamerica - al suo bagaglio di donna, attivista dei diritti umani, traduttrice e organizzatrice culturale.
Da sempre l'ha accompagnata la passione per il teatro, la musica, la poesia e la scrittura in genere, che le hanno valso nel tempo numerosi riconoscimenti italiani e internazionali.
Ha sviluppato un amore sconfinato per il poeta mozambicano José Craveirinha, di cui ha tradotto alcune poesie e a cui dedica un racconto in questa raccolta, rappresentandolo in carcere picchiato e dolente, incarcerato da un potere coloniale che pensava di spezzarlo.
Ha praticato, in varie occasioni, la dimensione del racconto breve, prescelto da lei per quello spessore lirico che questo tipo di scrittura, talvolta, si porta appresso.
Ma nei suoi racconti non siamo di fronte ad un pot-pourri interculturale, ad una carrellata etnologica di usi e costumi. Il suo sguardo è sempre quello di un'osservatrice che vuole non solo descrivere, oltre che denunciare le misere condizioni di vita cui spesso si è trovata di fronte, ma far emergere autonomamente la voce dei personaggi; una voce ora accorata e dolente, ora malinconica, ora gioiosa e piena di speranza di una umanità che è la stessa ovunque si vada, anche se apparentemente la percepiamo diversa.
I racconti, spesso al limite dell'aforisma, si alternano alle poesie, anche nell'ultima parte dove l'autrice si riferisce più esplicitamente alle sue esperienze personali, diventando personaggio tra i personaggi. Ogni fase di vita è rappresentata da una città o da un luogo per lei significativo, fino al ritorno (definitivo?) in Italia a Forlì, accanto ai suoi cari. Scorrono le immagini della Maddalena, di Roma, Lisbona, Maputo, Mendoza che diventano via via “casa”.
La impeccabile presentazione della dottoressa Maria Troiano guida il lettore a individuare meglio temi e situazioni, a partire dal significato del titolo di terenziana memoria.