Ahmed Taibaoui - La sparizione del signor Nessuno - recensione di Giulia De Martino

Ahmed Taibaoui

La sparizione del signor Nessuno

atmosphere libri, biblioteca araba, 2026

traduzione di Jolanda Guardi

 

Ahmed Taibaoui, professore nella Facoltà' di Scienze Economiche a Bouira, nella Cabilia, scrive anche romanzi e con il presente testo, l’autore algerino ha vinto nel 2021 un premio dedicato a Naguib Mahfuz ; questa è la prima traduzione in italiano. Un romanzo breve di 155 pagine, ma denso e misterioso che cattura immediatamente l'attenzione del lettore. Potrebbe essere catalogato nella letteratura noir, dato che presenta scomparse di persone, personaggi poco raccomandabili, imbrogli, minacce, depistaggi e indagini di polizia non proprio condotte nell'intento di appurare la verità. A metà del racconto, diventa protagonista un vero investigatore, incaricato di sbrogliare una ingarbugliata vicenda. E in parte il romanzo lo è un giallo.

Tuttavia dietro l'apparente detective story c'è una indagine sull'Algeria di oggi: come si è sviluppata dopo il famoso decennio nero degli anni '90 che ha segnato (più o meno) la fine della guerra civile tra i terroristi islamici e le forze governative, in mano ai combattenti superstiti e agli eredi della generazione che aveva combattuto i Francesi per conquistare l'indipendenza. Se Kamel Daoud, altro famoso autore algerino, con Il caso Mersault (il personaggio protagonista de Lo straniero di Camus) cerca di ridare identità di nazione agli algerini dopo il furto sociale e culturale dei Francesi; se con il successivo Houri combatte il silenzio forzato caduto sui massacri dopo le leggi, cosiddette, di riconciliazione nazionale, Taibaoui rivela un lato più pessimista. L'individuo, colpito a morte nelle sue idee, illusioni, sogni e speranze, non può' che sparire per conservare il suo nucleo di resistenza mentale, psichica e ideologica. La sparizione diventa una forma di nuova resistenza.

Ma l'autore non crea solo un giallo a sfondo politico. In realtà il suo linguaggio assomiglia sorprendentemente a quello di Sartre e di Camus: l'autore riflette sull'esistenza umana, non solo su quella algerina. Cosa succede all'uomo, quando tutte le speranze sono perse, quando sono state esperite tutte le umiliazioni possibili, quando i sogni svaniscono e l'unica possibilità è quella di sottomettersi ad una realtà vuota e priva di significato, dove dominano solo i soprusi dei potenti?

Nella prima parte è preponderante la vicenda di un uomo, di cui non conosciamo il nome, che parla in prima persona: nel testo viene siglato dagli altri a poco a poco come Signor Nessuno. Veniamo a sapere delle sue vicende non in ordine cronologico, ma come affiorano a seconda delle circostanze in cui il protagonista si imbatte. Orfano, viene allevato da una zia premurosa che lo fa studiare fino all'università per essere poi cacciato dai figli della suddetta alla sua morte. Nel paesino dove è nato, resta suo fratello con cui perde i rapporti stabili. Durante il decennio nero viene rapito da una banda governativa e scampa alla morte, perché riconosciuto come compaesano da uno dei membri. Passa attraverso lavori assurdi: netturbino in subappalto quando viene incolpato di un crimine non commesso, scaricatore in un grande magazzino dove viene trattato come schiavo insieme ad altri poveracci. Non fa che scappare, perde il documento d'identità e finisce nel reparto psichiatrico di un ospedale di periferia , fingendosi pazzo per avere diritto ad un letto e a dei pasti sicuri, con la complicità di una grassa infermiera che si innamora di lui.

Il suo ultimo lavoro è badare ad un vecchio demente, ex-combattente nella guerra d'Algeria, premiato con due appartamentini in una zona di periferia malfamata; come badante è stato adescato praticamente dal figlio dell'ex-mujaheddin, che sarà così libero di espatriare in Germania. Dopo qualche tempo non desidera altro che la morte del vecchio, senza tuttavia cessare di occuparsi di lui, fargli da mangiare, cambiargli i pannoloni e condividere la miseria di un lavoro retribuito con i pochi soldi della pensione dell'ex-combattente.

Vive in un quartiere in cui ci si arrangia per vivere: conosciamo Moubakar, gestore di un bar dove tutti si ritrovano, che fa un po’ da padre al Signor Nessuno. È il figlio maschio che a Moubakar è mancato e che la moglie, ormai morta non ha saputo dargli, dopo aver partorito cinque femmine. Lui medita di arricchirsi con un affaruccio di lingotti d'oro, sepolti in un cimitero in disuso e sogna di potersi risposare con una giovane in grado di dargli l'erede maschio, anche se sospetta oramai di essere impotente. C’è poi Uthman, vecchio comunista ormai deluso da tutto ciò che sta accadendo nel mondo algerino post-guerra civile, che è passato, dopo la sbornia politica in cui l'Algeria pensava di aver conquistato la vera democrazia, alla gestione di una libreria. Peccato che ormai nessuno legge più e l'ignoranza dilaga... Meglio adeguarsi, seguire la corrente, meglio trasformarsi in una rivendita illegale di alcolici, avvicinarsi ad un imam che di religioso ha ben poco e trafficare con prostitute. Meglio mezzano che ipocrita. C'è l'informatore della polizia (ce ne sono in tutti i quartieri) ex- islamico che ha creduto davvero nell'avvento di un mondo di puri e benedetti da Dio, passato poi al governo dopo aver visto come si stavano comportando i suoi vecchi confratelli per paura, per smania di potere e successo, per le umiliazioni subite. Ci sono tanti personaggi squallidi, piegati dalla vita, desiderosi di afferrare un po' di quel benessere che ormai tocca esclusivamente alla classe dominante, tormentati da matrimoni sbagliati, divorzi difficili, figli che li rifiutano. Soltanto il Signor Nessuno è solo, parla poco, e desidera sempre più scomparire in una oscura fessura di un muro crepato.

Ad un certo punto, con un brusco scambio di protagonisti, entra in scena Rafiq, il poliziotto, incaricato di indagare sulla misteriosa scoperta del cadavere di un vecchio demente nel suo appartamento e la scomparsa del suo supposto badante. Ma anche questo personaggio reca i segni del disagio di vita. Deluso come paladino del rispetto dei diritti di tutti, dato che una sua inchiesta di imbrogli immobiliari ha toccato qualche pezzo grosso del governo: costui per vendicarsi ha fatto bruciare la sua auto e indotto i suoi superiori ad allontanare Rafiq da questo tipo di indagini. Deluso come marito da una moglie, ossessionata dalla pulizia, che pretende da lui una sottomissione ad un ideale di vita prevedibile e banale e di severità esteriore. A causa di un incidente in piscina finisce nell'ospedale dove conosce una bella ed eccentrica fisioterapista vedova, giocatrice di scacchi , spontanea e libertaria, con un atteggiamento di disponibilità alla vita che lo incanta. Ma commette un passo falso quando si accorge che lei si è risentita per essere stata scelta non per il suo grande amore, ma come una macchina da riproduzione, dato che lei ha già un figlio e lui desidera un figlio tutto suo. Deluso anche da tutto questo, nelle indagini sul Signor Nessuno si sente sempre più vicino alla sua capacità di voler scomparire per continuare a....vivere.

Ci sono delle costanti in questo testo che riguardano soprattutto gli uomini: il volere dei figli maschi come eredi per la preoccupazione di dover lasciare la roba, faticosamente accumulata, nelle mani estranee dei generi. Anche la considerazione che le figlie, una volta sposate, non appartengano più al padre ma sono capaci di orientare i figli verso i loro intendimenti. Le donne, in questo romanzo, sembrano cavarsela meglio degli uomini, non soggiacciono a crisi impossibili da superare, sono più malleabili di fronte ai casi della vita, senza essere schiacciate da umiliazioni. In tutti i personaggi maschili incontrati c'è una parte del Signor Nessuno. Rafiq seguirà le suggestioni suggerite dall'uomo scomparso? Il signor Nessuno raggiungerà il suo intento di vita ? Un imprevedibile finale lascia i lettori di stucco... Un romanzo letterariamente crudo, ricco di elementi interessanti, sia per quanto riguarda specificamente l'Algeria, sia per l'umanità intera.

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