Amara Lakhous
La fertilità del male
edizioni e/o, 2026
traduzione di Francesco Leggio
Per chi conosce questo scrittore algerino con cittadinanza italiana, vissuto per diciotto anni nel nostro paese e autore di ben cinque romanzi scritti in italiano, può apparire strana l'indicazione della traduzione dall’arabo di Francesco Leggio; la ragione sta nel fatto che l’autore, trasferitosi per lavoro negli Stati Uniti dal 2014 (insegna a Yale nel Dipartimento di Italianistica) all'atto di ideare quest'ultimo testo, ambientato in Algeria, ha creduto più consono scriverlo nella sua lingua d'origine.
Per gli altri testi rimandiamo alle recensioni presenti nel nostro sito.
Il romanzo si presenta come un noir, che, come la maggioranza dei noir attuali, è in realtà una storia thriller a sfondo socio- politico: si legge tutto d'un fiato per sapere come va a finire e, contemporaneamente, ci costringe a soffermarci per capire la storia algerina a partire dalla guerra di liberazione dai Francesi (1958-1962) fino al 2018.
Per farlo, ha predisposto una struttura narrativa che alterna ciò che succede nella giornata del 5 luglio 2018 dalle ore 7 alla mezzanotte, annotando con precisione maniacale l'orario all'inizio di ogni relativo capitolo, con sezioni concernenti gli stessi personaggi collocati in avvenimenti passati, dall'inizio della guerra di liberazione nazionale contro la Francia ai giorni nostri, più precisamente fermandosi al 2011.
Tutto ruota intorno al ritrovamento del cadavere di un noto personaggio, Milo ud Sabri, famoso ex-combattente del Fronte (poi arricchitosi come faccendiere con le mani in pasta in diversi affari poco chiari) in una villa, sita in una zona residenziale, che si rivelerà essere la sua garçonnière. Uno squalo capace di ingannare tutti, abile nel mantenere un profilo basso, per sviare l'attenzione che potrebbe danneggiare i suoi affari. Il colonnello che viene incaricato delle indagini, Karim Soltani, appartiene però all'antiterrorismo, dato che il particolare del naso mozzato rivela una parentela con il modo in cui venivano puniti i traditori del Fronte, sospettandosi perciò una brutta storia di vendetta che affonda nel passato della guerra.
Preparatevi a una storia mozzafiato ma anche non sempre facile da seguire a causa dei salti temporali, degli eventi di storia algerina citati, dall'enorme quantità di personaggi principali e minori, con nomi per noi difficili da ricordare. Ma non preoccupatevi, l'autore ha pensato a premettere un circostanziato elenco dei personaggi e una lista cronologica di eventi storico-politici per facilitare la lettura a quanti non ne siano a conoscenza, dato che per la maggioranza degli Italiani le informazioni si limitano soprattutto al film di Gillo Pontecorvo La battaglia di Algeri.
E' importante ricordare che la trama si svolge il 5 luglio, il giorno sacro che celebra il raggiungimento dell'indipendenza: tutti i personaggi vi fanno riferimento, creando però una frattura di senso tra la realtà effettivamente eroica della guerra di liberazione e la retorica, ormai vuota, della celebrazione. Questa frattura si è venuta a creare perché quella stessa generazione che aveva combattuto per principi di libertà e democrazia è la stessa che, in preda ad una arrogante brama di potere, di un arricchimento a tutti i costi, di un affarismo smodato, di una pratica compromissoria con islamisti e terroristi, tiene prigioniero un intero popolo.
Lakhous ci ricorda che cosa può succedere quando si evita un autentico confronto con quanto è successo in passato, soprattutto nel cosiddetto decennio nero degli anni '90 (la guerra civile che ha interessato il governo, l’ esercito e il F.I.S.).
Ma sembra un monito per tutti i paesi che non fanno i conti con il proprio passato…. Per dimostrare questo il lettore viene catapultato in una girandola di piste di indagine che vanno dalle gelosie e tradimenti tra i vari gruppi che hanno fatto parte del Fronte di liberazione nazionale, alle trame libiche di vendetta per un affare di vendita di armi andato a male, alla concorrenza tra i vari livelli di potere che gestiscono il paese.
Tutti i personaggi sono inquieti di fronte alle verità che si vogliono nascondere, alcuni con angosce, altri con tracotanza, altri ancora con una bravura eccezionale nei doppiogiochismi. L'ambiguità domina anche il colonnello Soltani, che non è un eroe dalla parte del bene tout court: sa che deve tenere a bada le alte sfere, come anche la sua carriera; ma in ogni modo, alla sua maniera è interessato alla verità, anche quando si rende conto che questa è un bisturi che si affonda in personaggi apparentemente innocui. Ovviamente la storia ha il suo colpo di scena che non possiamo svelare...
Ogni personaggio è indagato nella sua individualità, nel suo intimo, legando però la sua storia personale a quella di tutto il paese: la verità di tutta una nazione la dobbiamo cercare anzitutto in noi, sembra dirci l'autore.
Una parte notevole è rappresentata dallo spazio dato ai personaggi femminili, sia di ex-combattenti della guerra di liberazione sia di donne che si sono ribellate alle imposizioni della morale tradizionale. Anche qui l'Algeria sconta una doppia faccia, da un lato le leggi promulgate sui diritti delle donne, dall'altro il permanere, soprattutto a causa dei patteggiamenti con gli islamisti, di una morale tradizionale obsoleta.
La predilezione di Lakhous per un linguaggio tutto azioni e dialogo richiama senz'altro alla memoria i romanzi-inchiesta di Leonardo Sciascia o film come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri. Il suo pregio consiste nell'utilizzare una espressività chiara che riesce a contenere le difficoltà della materia rappresentata, offrendo al lettore la chiave per comprendere ciò che viene messo in scena. Sicuramente i lettori dei precedenti romanzi “italiani” dell’autore non vi troveranno la leggerezza ironica che vi dominava; qui siamo di fronte ad un altro linguaggio, ma uno dei temi di fondo resta sempre l'identità di un popolo: chi è veramente oggi l'arabo algerino? Ce la farà a fare i conti con tutti gli eventi che gli sono capitati addosso e a ritrovare quegli ideali rivoluzionari che erano stati all'origine delle lotte per l'indipendenza? In quell'ora storica non si era combattuto solo per liberarsi dal giogo francese, ma per instaurare un mondo più giusto e libero per tutti gli strati della popolazione.